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Report S&P su banche: pandemia Covid-19, nostro outlook peggiorato in modo significativo

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In che modo la pandemia Covid-19 condizionerà i rating bancari? Se lo chiede Standard & Poor’s nel report appena pubblicato “How COVID-19 Is Affecting Bank Ratings: May 2020 Update”.

“Il nostro outlook sulle banche di tutto il mondo è diventato molto più negativo nelle ultime settimane, a causa degli effetti significativi della pandemia da coronavirus, dello shock dei prezzi del petrolio e della volatilità del mercato.

Alexandre Birry, analista sul credito di S&P Global Ratings ricorda che l’agenzia ha “agito su 175 rating di banche dall’inizio della pandemia, fino al 4 maggio”. Nonostante ciò, “l’82% degli interventi (su 143 banche) è avvenuto sotto forma di revisioni dell’outlook, mentre i downgrade hanno inciso solo per il 18% (su 31 banche)”.

“Continuiamo a prevedere – si legge nella nota di S&P – che i downgrade sui rating delle banche dovuti alla pandemia del COVID-19 saranno limitati, quest’anno, dai miglioramenti dei bilanci, operati dalle banche negli ultimi 10 anni, dal sostegno che le autorità pubbliche hanno dato alle famiglie e ai mercati corporate, e tenendo in considerazione anche il nostro scenario di base, secondo cui il prossimo anno ci sarà una ripresa economica sostenuta. Detto questo, il nostro outlook è diventato decisamente negativo, a seguito delle nostre recenti revisioni al ribasso sull’outlook dell’economia, per i rischi potenziali che incombono su queste previsioni, e per il potenziale impatto di più lungo termine sulla redditività delle banche”.

Di conseguenza, “riteniamo che i rating delle banche siano molto resilienti, ma non possiamo escludere ulteriori interventi sui rating, inclusi alcuni downgrade, in particolare per le banche con problemi pre-esistenti (dunque precedenti la crisi da coronavirus) di solidità finanziaria”.

Inoltre, “sebbene le banche dei mercati emergenti siano più esposte rispetto a quelle dei mercati dei paesi avanzati, crediamo che la maggior parte di esse farà fronte a uno shock più dei profitti che non del capitale”.

Lo shock, secondo l’agenzia di rating, “sarà esacerbato in alcuni casi dallo shock dei prezzi petroliferi e in altri dal minore appetito degli investitori nei confronti del rischio, così come dall’aumento dei costi della raccolta per quei sistemi che dipendono dai finanziamenti esterni”.