Prezzi del petrolio in calo per la quinta giornata consecutiva: ai minimi da febbraio 2021
Per il quinto giorno di fila i prezzi del petrolio mostrano un trend discendente, toccando il livello più basso registrato da febbraio 2021. Questo calo è legato all’intensificarsi della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, scatenata dai “dazi reciproci” imposti dal presidente Donald Trump. Tra questi, una tariffa del 104% sui prodotti cinesi ha spinto Pechino a rispondere aumentando la tassa sulle importazioni dagli Stati Uniti all’84%.
I future sul Brent con scadenza a giugno 2025 sono in ribasso di 3,50 dollari, equivalenti a una diminuzione del 5,6%, attestandosi a 59,3 dollari al barile. Parallelamente, i future sul greggio statunitense West Texas Intermediate per maggio 2025 sono scesi di 3,65 dollari, pari a un calo del 6,1%, raggiungendo i 55,95 dollari.
Secondo gli analisti di ING, “l’ampio movimento al ribasso del greggio suggerisce che il mercato sta scontando maggiori probabilità di recessione”. La portata delle vendite è motivo di preoccupazione per l’OPEC+, che recentemente ha sorpreso il mercato con un aumento dell’offerta maggiore del previsto per maggio. Se questa pressione ribassista persiste, l’organizzazione potrebbe decidere di sospendere o invertire gli aumenti dell’offerta.
L’OPEC+, che include l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e alleati come la Russia, aveva deciso di incrementare la produzione a maggio di 411.000 barili al giorno. Con l’attuale scenario di mercato, però, questa decisione potrebbe essere rivista per stabilizzare i prezzi e contrastare le incertezze economiche globali.