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PIL USA vs UE, chi fa meglio? L’illusione ottica del calcolo annualizzato falsa il confronto

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L’economia statunitense conferma il rimbalzo record nel terzo trimestre. Dopo i tonfi dei mesi precedenti a causa delle restrizioni legate alla pandemia COVID-19, il Pil Usa è balzato al tasso annualizzato del 33,1% nel trimestre tra luglio e settembre. La seconda lettura è in linea con la prima diffusa diffusa quasi un mese fa.

Si tratta del miglior balzo dell’economia USA dalla Seconda guerra mondiale (mentre il crollo del 31,4% annualizzato del 2° trimestre era stato il peggiore dalla WW2).

Va ricordato che negli Stati Uniti il calcolo della variazione del PIL è differente rispetto a quello utilizzato in Europa. Il calcolo annualizzato del Pil consiste nel riportare il livello della produzione realizzata nei tre mesi moltiplicata per quattro (annualizzata), ossia come se l’economia mantenesse costante per tutto un anno il livello di attività del trimestre in questione.

Di contro, istituti di statistica quali Istat ed Eurostat indicano la variazione trimestrale del PIL rispetto al trimestre precedente. Pertanto la variazione percentuale del PIL Usa (annualizzato) e quella del PIL europeo su base trimestrale non sono direttamente confrontabili.

Considerando la variazione sul trimestre precedente, il PIL USA segna un +7,4%, decisamente inferiore rispetto al Pil dell’area euro cresciuto del 12,6% t/t nello stesso periodo.