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Pil: Italia fa peggior delle altre grandi a fine 2020, l’effetto pandemia aumenta il divario di crescita

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L’effetto della pandemia aumenta il divario dell’Italia rispetto alle altre economie avanzate. Lo sottolinea il centro studi Promotor, commentando i dati Istat sul Pil, diffusi oggi, che hanno mostrato nel quarto trimestre un calo del 2% sul trimestre precedente e del 6,6% rispetto al quarto trimestre 2019. Nell’intero 2020 il Pil italiano accusa quindi un calo dell’8,9%. Rispetto agli altri grandi paesi dell’Unione Europea, l’Italia fa meglio della Spagna che chiude il 2020 con un calo dell’11%, ma peggio della Francia (-8,3%) e soprattutto peggio della Germania (-5,3%).

“Il Pil italiano prima della pandemia (contrariamente a quello di tutte le altre grandi economie avanzate) non aveva ancora recuperato il livello del 2007, cioè il livello precedente la crisi dei mutui subprime. Il Pil del 2019 infatti accusava ancora un calo sul 2007 del 3,8%. Con la pandemia il Pil italiano nel 2020 ha portato questo calo al 12,3% – ha commentato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – Il Recovery Fund deve essere per l’Italia l’occasione per recuperare oltre che gli effetti della pandemia anche quelli della crisi dei mutui subprime e fermare così il declino economico dell’Italia. Perdere questo treno vorrebbe dire per noi allontanarsi sempre di più dalle economie avanzate dell’Europa e del mondo”.

Guardando al quarto trimestre, l’Italia segna -2% t/t, decisamente peggio rispetto a Francia (-1,3%), Germania (+0,1%) e Spagna (+0,4%). La media Ue è di -0,5%.