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Piazza Affari euforica a caccia del tris, Intesa Sanpaolo avanti tutta. Le altre big del Ftse Mib da monitorare oggi

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Continua il momento positivo di Piazza Affari, ieri regina tra le Borse europee. Il Ftse Mib, già molto tonico lunedì e martedì, segna un ulteriore +1,23% a 19.855 punti. Ottimismo dettato dai forti riscontri arrivati dall’earning season, anche in Italia con i forti numeri di Intesa Sanpaolo, e dalle attese per il nuovo piano di rilancio degli Stati Uniti, che dovrebbe arrivare entro la settimana, secondo il segretario al Tesoro Steven Mnuchin. Oggi Repubblicani e Democratici proseguiranno il confronto a Washington per trovare una intesa sugli interventi da inserire. Intanto il Wall Street Journal ha riportato che il prossimo 15 agosto sarebbe previsto un nuovo ciclo di trattative commerciali tra Usa e Cina. Secondo l’indiscrezione, i funzionari americani e cinesi si confronteranno sull’evoluzione delle loro relazioni dopo aver verificato la conformità di Pechino all’accordo commerciale firmato a gennaio. La Cina sarebbe infatti rimasta al di sotto del ritmo necessario per adempiere all’impegno di acquistare più prodotti agricoli statunitensi.

Intesa continua il suo rally

Sul parterre di Piazza Affari tiene banco ancora Intesa Sanpaolo che segna +4% in area 1,87 euro dando seguito al balzo della vigilia. Intesa Sanpaolo, banca numero uno in Italia e fresca del successo dell’OPAS su UBI, ha riportato nel secondo trimestre 2020 con un utile netto di 1,42 miliardi di euro, ben oltre le attese di consensus che erano ferme a 887,3 milioni. La banca stima utili per almeno 3,5 mld nel 2021 senza considerare UBI e almeno 5 mld di utili dal 2022 con l’apporto di UBI. Intanto ieri sera S&P Global Ratings ha confermato i suoi rating ‘BBB/A-2’ su Intesa SanPaolo e sulla sua sussidiaria core Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking (ISPB). L’outlook su questi rating rimane negativo. L’agenzia di rating ha anche rivisto al rialzo a ‘BBB/A-2’ da ‘BBB-/A-3’ i rating di lungo e breve termine della banca UBI, a seguito del completamento, lo scorso 30 luglio, dell’opas di Intesa sull’istituto.
Si accodano al rally di Intesa anche le altre banche: +2,81% UBI, +2,1% Unicredit e +1,7% Banco BPM. 

Gli altri titoli in evidenza

Tra le big del Ftse Mib continua anche la corsa di ENI che segna un rialzo del 2,2% tornando sopra quota 8 euro.
Tra gli altri titoli in evidenza Telecom Italia (+4,01% a 0,3851 euro. Il gruppo guidato da Luigi Gubitosi ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con un utile netto che è salito del 23% a 678 milioni di euro, mentre i ricavi da servizi si sono attestati a 7,3 miliardi (-7,4% a/a). L’Ebitda organico si è attestato a 3,5 miliardi nel semestre (-6,9% su base annua, -6,4% nel secondo trimestre con margine al 46,1%). Sul fronte rete unica, il pressing del governo ha spinto il cda di Telecom Italia a rinviare di un mese la decisione sull’offerta di Kkr su FiberCo. Il consiglio di amministrazione di Tim è stato riconvocato il prossimo 31 agosto per deliberare in modo conclusivo sul Progetto FiberCop, eventualmente aggiornato alla luce dell’esito delle nuove iniziative.

Atlantia e il nodo Autostrade

Atlantia tra i pochi segni meno a -0,7% per cento dopo aver riportato una perdita di 772 mln nel primo semestre e aver stimato un impatto negativo da Covid nell’ordine dei 3 mld nel 2020.  Atlantia ha messo in evidenza “concrete difficoltà” nel proseguimento delle trattative con Cdp per il suo ingresso in Autostrade. Di conseguenza il cda di Atlantia “ha ritenuto di dover individuare anche soluzioni alternative idonee comunque a giungere ad una separazione tra la Società ed Autostrade per l’Italia, che diano certezza al mercato, sia in termini di tempi che di trasparenza, nonché della irrinunciabile tutela dei diritti di tutti gli investitori e stakeholders coinvolti”.
Due le soluzioni presentate: il Cda “ha deliberato la possibilità di procedere: alla vendita tramite un processo competitivo internazionale – gestito da advisor indipendenti – dell’intera quota dell’88% detenuta in Autostrade per l’Italia, al quale potrà partecipare Cdp congiuntamente ad altri Investitori Istituzionali di suo gradimento, come già ipotizzato nella lettera”, oppure “alla scissione parziale e proporzionale di una quota fino all’88% di Autostrade per l’Italia mediante creazione di un veicolo beneficiario da quotare in borsa, creando quindi una public company contendibile”.