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Piazza Affari chiude sulla parità, vola CNH. Tonfo di Mediaset

Pubblicato 26 Luglio 2016 Aggiornato 19 Luglio 2022 15:43
Piazza Affari ha chiuso sulla parità in una seduta caratterizzata da numerose storie societarie. In particolare il mercato si è focalizzato sullo scontro Mediaset-Vivendi e sui conti di CNH Industrial. Allargando lo sguardo gli investitori sono in attesa delle riunioni delle Banche cenrtrali. Domani la Federal Reserve dovrebbe confermare i tassi d'interesse, mentre venerdì la Bank of Japan potrebbe potenziare il suo piano di allentamento quantitativo. Sempre venerdì, a mercati chiusi, è attesa la pubblicazione degli stress test sulle banche europee condotti dall'EBA. Sul fronte macro negli Stati Uniti le vendite di nuove case a giugno sono salite a 592 mila unità, il ritmo più alto dal febbraio 2008, mentre la fiducia dei consumatori di luglio si è attestata a 97,3 punti, oltre le attese che erano ferme a 95,7 punti. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un progresso frazionale dello 0,03% a 16.697 punti.

Tonfo di Mediaset (-6,93% a 3 euro) dopo l'improvviso dietrofront di Vivendi sul dossier Mediaset Premium. Il colosso francese, confermato lo scambio del 3,5% del suo capitale e del 3,5% del gruppo di Cologno Monzese, propone di acquistare soltanto il 20% della pay-tv del Biscione e di arrivare a detenere in tre anni circa il 15% del capitale di Mediaset attraverso un prestito obbligazionario convertibile. L'Ad di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, ha quindi comunicato che non intende onorare il contratto stipulato lo scorso 8 aprile. Male anche Luxottica (-4,03% a 43,32 euro) dopo aver rivisto al ribasso la guidance per l'anno in corso. Nel primo semestre il gruppo di occhialeria ha riportato un utile a cambi costanti di 498 milioni di euro, in calo dell'1,4% rispetto allo stesso periodo del 2015. Per l'intero 2016 Luxottica si aspetta un fatturato in crescita del 2-3%. Questa mattina gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno tagliato il giudizio sul titolo Luxottica a reduce.

Di contro è volata CNH Industrial (+7,74% a 6,40 euro) che nel secondo trimestre ha riportato un utile netto di 129 milioni di euro, in crescita del 7% rispetto ai 122 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. A livello patrimoniale, l'indebitamento netto industriale è diminuito di 300 milioni rispetto a fine marzo fissandosi a 2,1 miliardi di dollari. I risultati hanno battuto le stime di consensus degli analisti e CNH Industrial ha confermato la guidance 2016 su ricavi e margini. Positiva anche Exor (+1,34% a 33,96 euro) che sposterà la sede legale e fiscale in Olanda, mentre Saipem ha guadagnato il 3,22% a 0,426 euro sfruttando la promozione di JP Morgan. Contrastate le banche con Mps (-1,23% a 0,282 euro) e Unicredit (-2,27% a 2,242 euro) finite in territorio negativo, mentre gli acquisti hanno premiato Banco Popolare (+2,51% a 2,452 euro) e Bpm (+3,56% a 0,422 euro).