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Piazza Affari chiude sulla parità dopo il rally di venerdì. Vola Mps, bene anche FCA e Campari

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Piazza Affari ha tirato un pò il freno dopo il rally di venerdì innescato dal bazooka della Bce. Giovedì scorso Mario Draghi ha rotto gli indugi annunciando un taglio dei tassi a zero, un taglio dei tassi sui depositi a -0,4%, un aumento del QE a 80 miliardi di euro e l’allargmento del piano ai corporate bond investment grade di società non finanziarie. Ora l’attenzione si sposta sulle altre Banche centrali. In particolare è aumentata la pressione sulla Bank of Japan, anche se gli analisti non si aspettano nuove misure in Giappone. Negli Stati Uniti, dove la Fed si riunirà mercoledì, sono aumentate le aspettative di un rialzo dei tassi a giugno in scia alle recenti buone indicazioni arrivate dall’economia Usa e dal rafforzamento dell’euro. Nell’attesa a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso frazionale dello 0,03% a 18.981 punti.

Mps (+10,24% a 0,635 euro) ha svettato sull’indice Ftse Mib in scia ai rumors riportati questa mattina da Affari & Finanza de La Repubblica. Secondo il settimanale, da qualche settimana il premier Matteo Renzi avrebbe riacceso un faro sul dossier Mps con segnalazioni a Claudio Costamagna e Carlo Messina, rispettivamente i due numeri uno di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Intesa SanPaolo. Il puzzle, secondo gli auspici governativi, si comporrebbe con le Fondazioni qualora queste diversificassero i loro portafogli vendendo partecipazioni in altre banche e comprando in cordata la banca senese. Contrastato il resto del comparto: Banco Popolare ha guadagnato il 2,63% a 8,17 euro e Popolare di Milano l’1,42% a 0,747 euro, mentre Intesa SanPaolo e Unicredit hanno perso rispettivamente il 2,04% a 2,678 euro e l’1,18% a 4,002 euro.

Tonica FCA (+2,87% a 6,98 euro) in scia alle parole di Sergio Marchionne che ha confermato le stime per il primo trimestre del 2016 non scorgendo niente di negativo all’orizzonte. Ripreso a Ginevra dalle principali agenzie di stampa, l’Ad di Fiat-Chrysler ha inoltre dichiarato che il mercato automobilistico Usa continua a performare bene e che i target 2018 saranno raggiunti anche senza operazioni di M&A. Brillante Campari (+5,03% a 8,35 euro) che avrebbe raggiunto un accordo per rilevare il business della distribuzione mondiale di Grand Marnier.

Male Telecom Italia (-0,95% a 1,032 euro) che continua a rimanere sotto i riflettori del mercato dopo che Vivendi ha fatto sapere di aver aumentato la sua partecipazione nel gruppo tlc italiano al 24,9%, ad un passo da quel 25% dove scatterebbe l’Opa obbligatoria. “Nello scenario di medio periodo la strategia di Vivendi può essere quella del trasferimento ad un operatore tlc nell’ambito del più ampio consolidamento europeo”, hanno spiegato gli analisti di Equita secondo cui l’ultima mossa dei francesi “non esaurisce l’appeal speculativo per Telecom Italia che avrebbe comunque buone chance di essere distribuito anche sulle azioni di risparmio”.