Piazza Affari chiude in ribasso, vendite sulle banche
Piazza Affari ha chiuso in ribasso appesantita dalle vendite che hanno colpito il comparto bancario. L'incertezza che aleggia sui mercati finanziari in vista degli importanti appuntamenti delle prossime settimane (Fed meeting, referendum Brexit e elezioni Spagna) si è sentita anche sul mercato secondario, dove il rendimento del Bund tedesco ha aggiornato i minimi storici sotto quota 0,05%. A pesare sull'azionario anche i deludenti dati cinesi di questa mattina: le esportazioni di Pechino a maggio hanno mostrato una contrazione del 4,1%, mentre le importazioni sono diminuite dello 0,4%. Chiusura positiva per la Borsa di Tokyo dove l'indice Nikkei ha guadagnato lo 0,93% sostenuto dalle buone indicazioni arrivate dal fronte macro, con il Pil annualizzato che nel primo trimestre del 2016 è cresciuto più di quanto inizialmente previsto mostrando una espansione dell'1,9%. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dello 0,37% a 17.909 punti.
Forti vendite sui titoli del comparto bancario: Montepaschi ha ceduto l'1,95% a 0,603 euro, Banco Popolare il 3% a 3,172 euro, Popolare di Milano il 2,05% a 0,524 euro, Intesa SanPaolo l'1,16% a 2,216 euro, Ubi Banca il 3,52% a 3,072 euro. Il mercato ha continuato a punire Unicredit (-4,57% a 2,55 euro) all'incertezza che avvolge la scelta sulla nomina del nuovo amministratore delegato, che prenderà il posto di Federico Ghizzoni. I soci continuano a premere per una decisione rapida, complice il continuo calo del titolo che viaggia sui minimi da quattro anni. Da inizio anno Unicredit ha perso in Borsa circa metà del suo valore. Rimanendo nel comparto finanziario è invece salita Generali (+1,89% a 12,95 euro) che ha sfruttato la promozione da parte degli analisti di Ubs che hanno alzato il giudizio sulla compagnia assicurativa a buy dal precedente neutral.
FCA (-0,62% a 6,375 euro) ha chiuso in negativo dopo una mattinata nella quale aveva sfruttato l'indiscrezione fatta circolare dall'agenzia Bloomberg secondo cui la casa del Lingotto avrebbe avviato delle trattative con Uber. Nel dettaglio, sarebbero sul tavolo discussioni riguardanti i temi della self-driving car e delle consegne ai web retailer's. La fonte specifica che le trattative sono allo stato preliminare e non è assolutamente certo il buon fine. La salita del petrolio, con il Brent ai massimi degli ultimi otto mesi sopra quota 82 dollari al barie, si è fatta sentire soprattutto su Saipem, che ha chiuso con un progresso del 4,87% a 0,398 euro, e su Tenaris, che è avanzata dell'1,73% a 12,96 euro.
Forti vendite sui titoli del comparto bancario: Montepaschi ha ceduto l'1,95% a 0,603 euro, Banco Popolare il 3% a 3,172 euro, Popolare di Milano il 2,05% a 0,524 euro, Intesa SanPaolo l'1,16% a 2,216 euro, Ubi Banca il 3,52% a 3,072 euro. Il mercato ha continuato a punire Unicredit (-4,57% a 2,55 euro) all'incertezza che avvolge la scelta sulla nomina del nuovo amministratore delegato, che prenderà il posto di Federico Ghizzoni. I soci continuano a premere per una decisione rapida, complice il continuo calo del titolo che viaggia sui minimi da quattro anni. Da inizio anno Unicredit ha perso in Borsa circa metà del suo valore. Rimanendo nel comparto finanziario è invece salita Generali (+1,89% a 12,95 euro) che ha sfruttato la promozione da parte degli analisti di Ubs che hanno alzato il giudizio sulla compagnia assicurativa a buy dal precedente neutral.
FCA (-0,62% a 6,375 euro) ha chiuso in negativo dopo una mattinata nella quale aveva sfruttato l'indiscrezione fatta circolare dall'agenzia Bloomberg secondo cui la casa del Lingotto avrebbe avviato delle trattative con Uber. Nel dettaglio, sarebbero sul tavolo discussioni riguardanti i temi della self-driving car e delle consegne ai web retailer's. La fonte specifica che le trattative sono allo stato preliminare e non è assolutamente certo il buon fine. La salita del petrolio, con il Brent ai massimi degli ultimi otto mesi sopra quota 82 dollari al barie, si è fatta sentire soprattutto su Saipem, che ha chiuso con un progresso del 4,87% a 0,398 euro, e su Tenaris, che è avanzata dell'1,73% a 12,96 euro.