1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Indici e quotazioni ›› 

Piazza Affari chiude in ribasso, Ftse Mib sotto 22.000 punti. Tonfo di Mps

QUOTAZIONI Fiat Chrysler Automobiles
FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Piazza Affari ha chiuso in ribasso, con l’indice Ftse Mib che ha perso la soglia dei 22.000 punti, aumentando le perdite in scia all’andamento negativo di Wall Street che veniva da una seduta in cui il Nasdaq aveva riagguantato dopo quindici anni quota 5.000 punti. La seduta era cominciata in modo convincente complici le vendite al dettaglio in Germania che hanno mostrato in gennaio un balzo del 2,9%. L’avvio debole di Wall Street e i dati sulle vendite di auto di febbraio negli States hanno depresso i mercati. Sul fronte Grecia aleggia l’incertezza dopo le voci di un inizio di dibattito sul terzo piano di salvataggio per Atene. L’attesa degli investitori è per la riunione della Bce in programma giovedì. Mentre sul secondario è ritornato sopra quota 100 punti base, a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell’1,39% a 21.987 punti.

Tra le banche tonfo di Mps (-9,90% a 0,55 euro) alla vigilia del Cda che, secondo quanto scritto da Il Messaggero, dovrebbe discutere anche in merito alla ricapitalizzazione da 3 miliardi di euro e all’opzione di un raggruppamento azioni. Le vendite hanno colpito anche gli altri titoli del settore bancario: Banco Popolare ha ceduto il 2,57% a 13,23 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 2,99% a 6,955 euro, Popolare di Milano il 2,52% a 0,81 euro, Intesa SanPaolo l’1,76% a 2,894 euro, Mediobanca l’1,45% a 8,10 euro, Ubi Banca il 2,16% a 6,78 euro. Dopo un avvio convincente FCA ha virato in negativo arrivando a chiudere con un ribasso del 3,33% a 13,63 euro. Dopo i buoni dati sulle immatricolazioni di nuove auto in Italia, negli Stati Uniti a febbraio FCA ha mancato le attese vendendo 163.586 veicoli, il 6% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Prese di beneficio anche su Luxottica (-2,85% a 54,40 euro) nonostante i conti in crescita del 2014. Nuovo sprint di Gtech (+2,03% a 19,55 euro) che ha ancora cavalcato la notizia del via libera all’acquisizione di International Game Technology (IGT) da parte della Nevada Gaming Commission.