Piazza Affari chiude in ribasso, Ftse Mib sotto 18.000 punti. Tonfo di Mediolanum
Piazza Affari ha chiuso in ribasso in scia alla debolezza di Wall Street dove aumentano i timori per un inizio anticipato del tapering da parte della Federal Reserve. L'appuntamento clou è fissato per la settimana prossima quando si riunirà il Fomc, il braccio monetario della Banca centrale Usa. Questa mattina il Tesoro ha collocato 5,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi con un rendimento in lieve rialzo rispetto ai minimi storici. Sul secondario lo spread Btp-Bund è rimasto sotto la soglia dei 225 punti base, livello minimo dal luglio 2011, mentre a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto l'1,44% a 17.973 punti. Questa mattina il premier Enrico Letta ha dichiarato in Parlamento che l'obiettivo per il 2015 è una crescita pari al 2%, mentre per il prossimo anno è previsto il ritorno del segno più davanti al Pil.
Tonfo di Mediolanum (-6,85% a 5,98 euro) che ha pagato la cessione di una quota del 5,61% da parte di Fininvest. Seduta decisamente negativa anche per Telecom Italia che ha lasciato sul parterre il 3,25% a 0,67 euro. Eni ha perso il 2,12% a 16,59 euro in scia alla bocciatura arrivata questa mattina da Deutsche Bank. Le vendite hanno colpito il comparto bancario: Popolare di Milano ha ceduto l'1,86% a 0,422 euro, Mediobanca il 2,29% a 5,98 euro, Ubi Banca l'1,28% a 4,772 euro, Intesa SanPaolo l'1,35% a 1,677 euro, Unicredit l'1,35% a 5,11 euro. In negativo anche il Montepaschi (-1,16% a 0,17 euro) dopo due sedute positive in scia all'ipotesi di uno slittamento dell'aumento di capitale da 3 miliardi di euro, che dovrà essere approvato dall'assemblea del 27-28 dicembre. Seduta difficile anche per Diasorin (-2,81% a 32,83 euro) dopo che il London Stock Exchange, a cui fa capo Borsa Italiana, ha reso noto che dal prossimo 23 dicembre Diasorin e Parmalat usciranno dall'indice Ftse Mib per far spazio all'ingresso di Yoox. Di contro sul Ftse Mib ha viaggiato in controtendenza Ferragamo che ha mostrato un progresso dello 0,14% a 28,28 euro.
Tonfo di Mediolanum (-6,85% a 5,98 euro) che ha pagato la cessione di una quota del 5,61% da parte di Fininvest. Seduta decisamente negativa anche per Telecom Italia che ha lasciato sul parterre il 3,25% a 0,67 euro. Eni ha perso il 2,12% a 16,59 euro in scia alla bocciatura arrivata questa mattina da Deutsche Bank. Le vendite hanno colpito il comparto bancario: Popolare di Milano ha ceduto l'1,86% a 0,422 euro, Mediobanca il 2,29% a 5,98 euro, Ubi Banca l'1,28% a 4,772 euro, Intesa SanPaolo l'1,35% a 1,677 euro, Unicredit l'1,35% a 5,11 euro. In negativo anche il Montepaschi (-1,16% a 0,17 euro) dopo due sedute positive in scia all'ipotesi di uno slittamento dell'aumento di capitale da 3 miliardi di euro, che dovrà essere approvato dall'assemblea del 27-28 dicembre. Seduta difficile anche per Diasorin (-2,81% a 32,83 euro) dopo che il London Stock Exchange, a cui fa capo Borsa Italiana, ha reso noto che dal prossimo 23 dicembre Diasorin e Parmalat usciranno dall'indice Ftse Mib per far spazio all'ingresso di Yoox. Di contro sul Ftse Mib ha viaggiato in controtendenza Ferragamo che ha mostrato un progresso dello 0,14% a 28,28 euro.