Piazza Affari chiude in ribasso dopo il G20, contrastate le banche. Riflettori su Telecom
La Borsa di Milano ha chiuso in ribasso la prima seduta della settimana che porterà alle elezioni del 24-25 febbraio. Il G20 di Mosca ha cercato di abbassare i toni sulla cosiddetta "guerra delle valute". Proprio la volontà di minimizzare l'esistenza di attriti tra le diverse Banche centrali nell'implementazione di politiche monetarie estremamente espansive, ha portato il G20 ad astenersi "dalle svalutazioni competitive". Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, durante il suo intervento al Parlamento Ue ha sottolineato che il rischio di abbondante liquidità a condizioni facili possa alimentare bolle dei prezzi e ridurre gli incentivi delle banche a valutare in modo corretto l'affidabilità creditizia di imprese e persone che richiedono prestiti. Il 2013 per Draghi è iniziato in un quadro più stabile rispetto agli ultimi anni, grazie soprattutto alle riforme attuate dai governi, ma c'è ancora molto da fare per recuperare la fiducia dei mercati e dei cittadini. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,51% a 16.406 punti.
Telecom Italia (+1,46% a 0,624 euro) tema caldo di giornata in attesa del Cda che questa sera dovrà fare i conti con Diego Della Valle, il nuovo contendente per La7. Finmeccanica (+0,55% a 4,012 euro) ha rialzato la testa dopo una settimana difficile che ha visto l'arresto di Giuseppe Orsi e il conferimento dei pieni poteri al dg Alessandro Pansa. Contrastato il comparto bancario: Monte dei Paschi ha ceduto l'1,61% a 0,226 euro, Unicredit l'1,72% a 4,23 euro (BofA ha ridotto il giudizio a neutral), Intesa SanPaolo lo 0,73% a 1,364 euro, Ubi Banca lo 0,51% a 3,534 euro. In decisa controtendenza Popolare di Milano, che ha svettato sul paniere principale con un rialzo del 3,26% a 0,57 euro, Banco Popolare (+1,29% a 1,413 euro) e Mediobanca (+1,21% a 5,43 euro). Debole Eni (-0,28% a 17,64 euro) nonostante gli analisti di Credit Suisse hanno giudicato rassicurante l'outlook 2013 del gruppo di San Donato Milanese. Più sostenute le vendite sulla controllata Saipem che ha lasciato sul parterre il 3% a 20,36 euro.
Telecom Italia (+1,46% a 0,624 euro) tema caldo di giornata in attesa del Cda che questa sera dovrà fare i conti con Diego Della Valle, il nuovo contendente per La7. Finmeccanica (+0,55% a 4,012 euro) ha rialzato la testa dopo una settimana difficile che ha visto l'arresto di Giuseppe Orsi e il conferimento dei pieni poteri al dg Alessandro Pansa. Contrastato il comparto bancario: Monte dei Paschi ha ceduto l'1,61% a 0,226 euro, Unicredit l'1,72% a 4,23 euro (BofA ha ridotto il giudizio a neutral), Intesa SanPaolo lo 0,73% a 1,364 euro, Ubi Banca lo 0,51% a 3,534 euro. In decisa controtendenza Popolare di Milano, che ha svettato sul paniere principale con un rialzo del 3,26% a 0,57 euro, Banco Popolare (+1,29% a 1,413 euro) e Mediobanca (+1,21% a 5,43 euro). Debole Eni (-0,28% a 17,64 euro) nonostante gli analisti di Credit Suisse hanno giudicato rassicurante l'outlook 2013 del gruppo di San Donato Milanese. Più sostenute le vendite sulla controllata Saipem che ha lasciato sul parterre il 3% a 20,36 euro.