Piazza Affari chiude in rialzo, brillanti Telecom Italia e Saipem
Piazza Affari ha chiuso in rialzo all'indomani del nulla di fatto uscito dalla riunione dell'Eurogruppo. Non è stato ancora trovato un accordo sul debito ellenico e ieri Bruxelles ha lanciato un ultimatum alla Grecia: accettare l'estensione del suo piano di finanziamento entro venerdì. Il braccio di ferro tra Atene e i Paesi dell'Eurozona è proseguito oggi con il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che ha dichiarato che ora è tutto nelle mani della Grecia. Sulla stessa linea il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble. Dura la reazione del premier ellenico, Alexis Tsipras, che ha fatto sapere che la Grecia non accetta le condizioni e gli ultimatum dell'Eurogruppo. Nonostante il nulla di fatto sulla questione greca, a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,47% a 21.266 punti.
Brillante Saipem (+4,40% a 9,125 euro) che nel 2014 ha visto il ritorno alla redditività e una riduzione a sorpresa dell'indebitamento. L'esercizio si è chiuso con una perdita netta di 230 milioni di euro, su cui però hanno pesato svalutazioni per 410 milioni di euro nel quarto trimestre. Non considerando queste poste straordinarie, il risultato netto adjusted è stato positivo per 180 milioni di euro. Più contenuta la performance della controllante Eni che ha mostrato un rialzo dello 0,19% a 15,72 euro. Contrastate le banche con Banco Popolare (+1,40% a 12,95 euro), Popolare di Milano (+1,20% a 0,796 euro), Intesa SanPaolo (+1,71% a 2,84 euro) e Ubi Banca (+1,13% a euro) che hanno chiuso in territorio positivo. Le vendite hanno invece prevalso su Mps (-0,39% a 0,507 euro) e Mediobanca (-0,24% a 8,065 euro). Balzo di Telecom Italia (+4,20% a 1,04 euro) con il ritorno d'attualità dell'ipotesi di una fusione tra Wind e 3Italia. Il titolo non è lontano dai massimi a quasi 4 anni toccati il mese scorso a 1,049 euro.
Brillante Saipem (+4,40% a 9,125 euro) che nel 2014 ha visto il ritorno alla redditività e una riduzione a sorpresa dell'indebitamento. L'esercizio si è chiuso con una perdita netta di 230 milioni di euro, su cui però hanno pesato svalutazioni per 410 milioni di euro nel quarto trimestre. Non considerando queste poste straordinarie, il risultato netto adjusted è stato positivo per 180 milioni di euro. Più contenuta la performance della controllante Eni che ha mostrato un rialzo dello 0,19% a 15,72 euro. Contrastate le banche con Banco Popolare (+1,40% a 12,95 euro), Popolare di Milano (+1,20% a 0,796 euro), Intesa SanPaolo (+1,71% a 2,84 euro) e Ubi Banca (+1,13% a euro) che hanno chiuso in territorio positivo. Le vendite hanno invece prevalso su Mps (-0,39% a 0,507 euro) e Mediobanca (-0,24% a 8,065 euro). Balzo di Telecom Italia (+4,20% a 1,04 euro) con il ritorno d'attualità dell'ipotesi di una fusione tra Wind e 3Italia. Il titolo non è lontano dai massimi a quasi 4 anni toccati il mese scorso a 1,049 euro.