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Piazza Affari chiude in rialzo, banche a due velocità. Brilla A2A

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Piazza Affari ha interrotto la striscia negativa ma resta elevato il nervosismo sul settore bancario, che oggi ha messo a segno una seduta a due velocità. Questo clima ha portato ieri un flusso significativo di acquisti sul Bund tedesco, con il rendimento che si è avvicinato ai minimi storici dell’aprile 2015. Oggi il rendimento del Bund è risalito sopra la soglia dello 0,10% con lo spread che viaggia intorno a 115 punti base. In attesa delle minute dell’ultima riunione della Fed, viaggiano in rialzo gli indici di Wall Street in scia al rimbalzo del petrolio dopo il dato sulle scorte settimanali Usa, in calo di 4,93 milioni di barili contro attese che si aspettavano un incremento di 3,3 milioni. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso la seduta con un progresso dello 0,77% a 17.240 punti.

Comparto bancario a due velocità. La soluzione pensata ieri a Palazzo Chigi, non ancora sottoposta a livello europeo, prevede la creazione di un veicolo partecipato dalle banche e dalle Fondazioni, con il sostegno della CDP, per formare una rete di sicurezza per le prossime ricapitalizzazioni. In particolare per l’aumento di capitale della Popolare di Vicenza che ha come garante unico Unicredit. Il titolo dell’istituto di piazza Gae Aulenti ha chiuso la seduta con un rialzo dell’1,71% a 2,974 euro. Gli acquisti hanno premiato anche Intesa SanPaolo (+1,18% a 2,238 euro) e Montepaschi (+2,71% a 0,474 euro). Quest’ultima potrebbe invece beneficiare del secondo veicolo ipotizzato a livello governativo: un vero fondo d’investimento specializzato nell’acquisto dei crediti deteriorati, gli ormai famosi Non performing loans (Npl). Ancora sotto una pioggia di vendite Banco Popolare (-3,38% a 4,744 euro) e Popolare di Milano (-1,39% a 0,533 euro).

Tonica A2A (+4,26% a 1,176 euro) dopo aver pubblicato i conti del 2015 che hanno sorpreso positivamente gli analisti, soprattutto per quanto riguarda l’indebitamento. Piatta Mediaset (invariata a 3,452 euro) in attesa dell’annuncio del maxi accordo con Vivendi. L’accordo, come ormai noto, è di ampia portata perché riguarderà la struttura azionaria, la governance e i contenuti. Lo scambio azionario riguarderà il 3,5% di ciascuna società, ma in questo caso entra in gioca l’enorme differenza di capitalizzazione tra il colosso francese (25 miliardi di euro) e la società di Cologno Monzese (4,5 miliardi). Il 3,5% vale quindi 150 milioni per Mediaset e 870 milioni per Vivendi. Per colmare il gap Mediaset Premium cederà la sua pay-tv ai francesi, che verrà integrata con Canal+. Positiva invece Buzzi Unicem (+0,73% a 15,25 euro) con gli analisti di Goldman Sachs che hanno confermato il giudizio buy sul titolo del gruppo del cemento.