Piazza Affari chiude in moderato rialzo, deboli banche e Telecom. Vola STM
Piazza Affari ha chiuso in moderato rialzo in attesa del responso della Federal Reserve che questa sera terminerà il meeting iniziato ieri. Secondo la maggior parte degli operatori la Fed non prenderà alcuna decisione rimandando ai prossimi mesi eventuali interventi di politica monetaria. Il mercato in realtà, già nelle ultime giornate, aveva scommesso per un cambio dei toni che potrebbero diventare sempre più accomodanti. Nell'attesa Wall Street viaggia in lieve ribasso con le perdite che colpiscono maggiormente il Nasdaq in scia al tonfo di Apple dopo la trimestrale. Sui mercati sono tornati i timori sul futuro della Grecia dopo che è stato rinviato l'Ecofin che doveva discutere sugli aiuti verso Atene. Un rinvio frutto delle differenze tra la Grecia e i suoi creditori sul piano di salvataggio. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,43% a 18.750 punti.
Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario: Popolare dell'Emilia Romagna ha ceduto l'1,54% a 5,12 euro, Popolare di Milano lo 0,53% a 0,66 euro, Banco Popolare l'1,37% a 6,14 euro, Ubi Banca lo 0,05% a 3,76 euro, Unicredit il 2,12% a 3,418 euro. In controtendenza Intesa SanPaolo (+0,08% a 2,47 euro) dopo che il Ceo Carlo Messina ha confermato la politica dei dividendi. Male Telecom Italia (-2,60% a 0,843 euro) che ha deciso di spostare il Cda per l'approvazione dei conti del primo trimestre 2016 al 13 maggio rispetto al 5 maggio fissato in precedenza. Il presidente Giuseppe Recchi ha dichiarato che lo spostamento è dovuto al fatto che la compagnia sta approfondendo bene i conti alla luce della nomina del neo Ad Flavio Cattaneo, aggiungendo che nel Cda odierno non si è parlato del dossier Metroweb come invece ipotizzato dalla stampa nazionale.
STM (+9,62% a 5,70 euro) è volata dopo i conti del primo trimestre e la guidance per il secondo trimestre. Quest'ultima è risultata migliore delle attese con il management che si aspetta un aumento delle vendite del 5,5% e un margine lordo del 34%. Nei primi tre mesi del 2016 il gruppo dei chip ha registrato una perdita netta di 41 milioni di dollari, in peggioramento rispetto al rosso di 22 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. FCA (+1,71% a 7,155 euro) è rimbalzata dopo la debole performance di ieri in scia ai conti che hanno mostrato margini e utili in decisa crescita: l'Ebit adjusted ha mostrato un balzo del 97% a 1,38 miliardi di euro trainato dal miglioramento dei margini in Nord America e nell'area Emea, il margine Ebit adjusted è quasi raddoppiato al 5,2% dal precedente 2,7%. A deludere è stato l'indebitamento che a fine marzo è salito a 6,59 miliardi.
Le vendite hanno colpito i titoli del comparto bancario: Popolare dell'Emilia Romagna ha ceduto l'1,54% a 5,12 euro, Popolare di Milano lo 0,53% a 0,66 euro, Banco Popolare l'1,37% a 6,14 euro, Ubi Banca lo 0,05% a 3,76 euro, Unicredit il 2,12% a 3,418 euro. In controtendenza Intesa SanPaolo (+0,08% a 2,47 euro) dopo che il Ceo Carlo Messina ha confermato la politica dei dividendi. Male Telecom Italia (-2,60% a 0,843 euro) che ha deciso di spostare il Cda per l'approvazione dei conti del primo trimestre 2016 al 13 maggio rispetto al 5 maggio fissato in precedenza. Il presidente Giuseppe Recchi ha dichiarato che lo spostamento è dovuto al fatto che la compagnia sta approfondendo bene i conti alla luce della nomina del neo Ad Flavio Cattaneo, aggiungendo che nel Cda odierno non si è parlato del dossier Metroweb come invece ipotizzato dalla stampa nazionale.
STM (+9,62% a 5,70 euro) è volata dopo i conti del primo trimestre e la guidance per il secondo trimestre. Quest'ultima è risultata migliore delle attese con il management che si aspetta un aumento delle vendite del 5,5% e un margine lordo del 34%. Nei primi tre mesi del 2016 il gruppo dei chip ha registrato una perdita netta di 41 milioni di dollari, in peggioramento rispetto al rosso di 22 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. FCA (+1,71% a 7,155 euro) è rimbalzata dopo la debole performance di ieri in scia ai conti che hanno mostrato margini e utili in decisa crescita: l'Ebit adjusted ha mostrato un balzo del 97% a 1,38 miliardi di euro trainato dal miglioramento dei margini in Nord America e nell'area Emea, il margine Ebit adjusted è quasi raddoppiato al 5,2% dal precedente 2,7%. A deludere è stato l'indebitamento che a fine marzo è salito a 6,59 miliardi.