News Asset Class Indici e quotazioni Piazza Affari chiude in deciso ribasso, Ftse Mib scivola sotto quota 18.000 punti

Piazza Affari chiude in deciso ribasso, Ftse Mib scivola sotto quota 18.000 punti

Pubblicato 5 Dicembre 2013 Aggiornato 19 Luglio 2022 16:13
Piazza Affari ha proseguito il trend ribassista con il Ftse Mib che ha perso l'1,75% scivolando sotto la soglia dei 18.000 punti (precisamente a 17.993 punti). A pesare questa settimana i timori degli investitori di un inizio anticipato del tapering da parte della Federal Reserve. Timori alimentati dagli ultimi dati macro statunitensi. Oggi pomeriggio la seconda lettura del Pil Usa del terzo trimestre ha evidenziato una crescita del 3,6% rispetto al +2,8% della rilevazione preliminare. Le attese erano per un aumento del 3% e si tratta dell'incremento maggiore dal primo trimestre del 2012. Domani quindi sarà grande l'attesa per i dati sul mercato del lavoro di novembre. Nell'Eurozona la Bce ha lasciato invariati i tassi al minimo storico dello 0,25% e il governatore Mario Draghi ha ribadito che rimarranno a lungo su questi livelli. Riviste al ribasso le stime sull'inflazione: nel 2013 i prezzi al consumo dovrebbero attestarsi all'1,4% e nel 2014 all'1,1%. Il Pil dovrebbe mostrare una contrazione quest'anno dello 0,4% per poi crescere dell'1,1% nel 2014.

Non si è arrestata la caduta del Montepaschi che oggi ha ceduto il 3,17% a 0,168 euro. Il titolo risente dell'incertezza in vista dell'assemblea del 27-28 dicembre che dovrà approvare l'aumento di capitale da 3 miliardi di euro. In negativo anche gli altri titoli del comparto bancario: Intesa SanPaolo ha ceduto il 3,42% a 1,664 euro, Unicredit il 2,50% a 5,07 euro, Ubi Banca l'1,99% a 4,724 euro, Popolare di Milano il 3,12% a 0,418 euro, Banco Popolare il 2,51% a 1,322 euro. Tra i peggiori di seduta Fiat, che ha perso il 3,71% a 5,455 euro, e Mediaset, che ha lasciato sul parterre l'1,90% a 3,10 euro. Male Telecom Italia (-2,63% a 0,667 euro): dopo la salita di Telefonica nel capitale di Telco, la holding che controlla Telecom Italia, l'Antitrust brasiliano ha deliberato che il gruppo spagnolo dovrà uscire da Tim Brasil oppure trovare un partner per la sua controllata carioca Vivo.