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Piazza Affari chiude in deciso ribasso, forti vendite sulle banche. Svetta Fiat Industrial -1-

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La Borsa di Milano ha vissuto un lunedì nero. Il listino meneghino, che ha pagato soprattutto le forti vendite sul comparto bancario, è stato affossato da due motivi principali: il nuovo nulla di fatto per l’innalzamento del debito pubblico statunitense e il nuovo downgrade di Moody’s sulla Grecia. Negli Stati Uniti a poco più di una settimana dalla scadenza del 2 agosto, il cui rispetto è indispensabile per evitare il default della prima economia mondiale, repubblicani e democratici non hanno ancora raggiunto un accordo. Moody’s ha declassato il giudizio sul rating di Atene di ben tre gradini portandolo a Ca dal precedente Caa1, ad un passo dalla soglia fissata per il default. La decisione riflette il possibile default del Paese nonostante il nuovo pacchetto di aiuti da 160 miliardi di euro arrivato durante la scorsa settimana. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto il 2,48% a 18.979 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato del 2,23% a quota 19.703.

Pesanti vendite sul comparto bancario: Intesa SanPaolo ha ceduto l’8,33% a 1,606 euro, Popolare di Milano l’8,32% a 1,543 euro, Banco Popolare l’8,07% a 1,423 euro, Monte dei Paschi il 7,62% a 0,509 euro, UniCredit il 7,06% a 1,225 euro, Ubi Banca il 7,41% a 3,448 euro. Dopo i guadagni della scorsa settimana, Mediaset è scivolata con un -2,92% a 3,126 euro nel primo giorno della settimana decisiva per l’accordo con DMT sull’integrazione delle rispettive torri di broadcasting. Giovedì 28 luglio scadrà infatti il periodo di negoziato in esclusiva ed è previsto il Consiglio di amministrazione di DMT e “anche noi ci aspettiamo che per quella data siano siglate le offerte vincolanti”, ha commentato Equita nella nota odierna. Eni (-0,82% a 15,82 euro) ha limitato i danni dopo la firma di un Memorandum of Understanding con il colosso energetico cinese Sinopec.