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Piazza Affari chiude in deciso ribasso, forti vendite sui titoli dell’energia

Pubblicato 3 Novembre 2014 Aggiornato 19 Luglio 2022 16:04
Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso in scia alle pesanti vendite che hanno colpito il settore dell'energia. A deprimere l'umore degli investitori i dati arrivati in mattinata sulla manifattura dell'Eurozona, con il Pmi scivolato a 50,6 punti dai 50,7 punti della passata rilevazione. Non sono arrivati segnali migliori né dall'Italia con l'indice che è scivolato a 49 punti e né dalla Francia, dove il Pmi manifatturiero è salito a 48,5 punti ma si è mantenuto sotto la soglia critica dei 50 punti. In Germania il Pmi è sceso a 51,4 punti. Gli investitori hanno inoltre preso un po' di beneficio dopo la brillante seduta di venerdì, che aveva sfruttato la decisione della Bank of Japan di varare nuove misure a sostegno dell'economia nipponica. In settimana riflettori accesi domani sulle elezioni Usa di mietermi e giovedì sulla Bce. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso del 2,09% a 19.369 punti.

Forti vendite sui titoli del comparto energetico a Piazza Affari. Dopo le delibere del regolatore sullo stoccaggio, che secondo gli analisti creano incertezza e che garantiscono un ritorno pari al 6% per il periodo 2015-2018 contro il 6,7% precedente. Il tonfo maggiore è stato messo a segno da Snam, che è crollata con un -11,32% a 3,822 euro, mentre Terna ha lasciato sul parterre il 6,67% a 3,75 euro. Performance da dimenticare anche per la galassia Enel: il titolo della casa madre ha perso il 4,22% a 3,898 euro, mentre la controllata Enel Green Power è arretrata del 2,55% a 1,908 euro. Deboli i titoli delle banche: Banco Popolare ha ceduto l'1,64% a 11,35 euro, Intesa SanPaolo il 2,48% a 2,28 euro, Unicredit lo 0,69% a 5,72 euro, Ubi Banca lo 0,88% a 6,19 euro. In controtendenza Mps che, dopo aver perso il 40% la scorsa settimana, oggi ha mostrato un progresso dell'1,48% a 0,617 euro. I vertici della banca senese hanno deciso di coprire integralmente il deficit emerso negli stress test della Bce attraverso un aumento di capitale. Bene anche FCA (+0,11% a 8,915 euro) con Chrysler che ad ottobre ha venduto negli Stati Uniti 170.480 vetture, il 22% in più rispetto allo stesso mese del 2013. Male Moncler (-4,88% a 10,52 euro) che ha pagato a Piazza Affari l'inchiesta del programma Report condotto da Milena Gabanelli.