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Piazza Affari chiude in deciso ribasso, banche nel mirino. Male anche il settore oil

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Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso con le vendite che non hanno dato tregua al comparto bancario dopo il no di Borsa Italiana alla quotazione della Popolare di Vicenza e ai crescenti timori sulla prossima operazione di Veneto Banca. Seduta negativa anche per le altre Borse europee e per Wall Street, dove gli indici principali stanno perdendo oltre 1 punto percentuale. A pesare sul sentiment i deludenti dati arrivati dalla Cina, con il Pmi manifatturiero di aprile sceso a 49,4 punti, e il taglio dei tassi in Australia che hanno alimentato i timori di un rallentamento della crescita globale. Sempre oggi la Commissione Europea ha tagliato le stime sul Pil dell’Eurozona, visto quest’anno all’1,6% (meno dell’1,7% del 2015). In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso la seduta con un ribasso del 2,46% a 17.966 punti (minimi dal 12 aprile).

Ancora forti vendite sui titoli del comparto bancario: Montepaschi ha ceduto il 7,57% a 0,617 euro, Popolare di Milano il 3,54% a 0,60 euro, Banco Popolare il 7,17% a 5,305 euro, Ubi Banca il 5,11% a 3,34 euro, Unicredit il 4,68% a 3,098 euro. Il ritracciamento del petrolio si è sentito sul comparto oil del listino milanese: Eni ha mostrato una flessione del 3,08% a 13,52 euro, Tenaris è arretrata del 5,34% a 11 euro. Male anche Saipem (-3,20% a 0,383 euro) che questa mattina ha però siglato un importante contratto. Il gruppo di San Donato Milanese e i suoi partner nel consorzio, Bos Shelf e Star Gulf, si sono aggiudicati il contratto call-off 007 a fronte dell’accordo quadro per la Fase 2 del progetto Shah Deniz da BP, per conto della partnership Shah Deniz. Il contratto ha un valore complessivo di circa 1,5 miliardi di dollari (di cui circa 1,3 miliardi di dollari di pertinenza di Saipem) ed una durata di cinque anni con un’opzione di estensione per ulteriori cinque anni.

Le vendite hanno colpito anche i titoli della galassia Agnelli, in particolare CNH Industrial che ha lasciato sul parterre il 6% a 6,345 euro. Male anche FCA (-3,02% a 6,905 euro) che entro sera dovrebbe annunciare l’accordo con Google per progettare, sviluppare e costruire insieme l’auto senza guidatore. Inoltre ad aprile negli Stati Uniti FCA ha venduto 199.631 autovetture, il 6% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Si tratta del miglior mese di aprile degli ultimi undici anni. Record per il marchio Jeep che ha messo a segno un incremento del 17% nelle vendite continuando la scia di record mensili iniziata a novembre 2013. Finmeccanica (-0,91% a 10,89 euro) ha fatto meglio del mercato dopo essere stata riammessa dal governo indiano nell’elenco delle imprese autorizzate ad investire direttamente in India.