Piazza Affari chiude in deciso rialzo, Ftse Mib di slancio sopra quota 23.000 punti
Piazza Affari ha chiuso in deciso rialzo con l'indice Ftse Mib che ha chiuso saldamente sopra la soglia dei 23.000 punti, ai massimi dal febbraio 2011. In Europa da segnalare un nuovo record: a Londra l'indice Ftse 100 ha supertao per la prima volta quota 7.000 punti. La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata dall'attendismo superiore alle attese della Fed, che non dovrebbe alzare i tassi a giugno e ha limato le stime sul Pil Usa per il 2015. La Grecia ha confermato di voler rispettare l'accordo dello scorso 20 febbraio e nei prossimi giorni dovrebbe presentare la lista di riforme. Oggi è arrivato un segnale distensivo da Bruxelles che ha messo a disposizione di Atene 2 miliardi di euro per il 2015 presi dal bilancio dei fondi Ue non utilizzati. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha guadagnato l'1,63% a 23.176 punti.
Ancora ben comprata Pirelli (+2,21% a 15,23 euro) che presto potrebbe finire in mani straniere. In pole per rilevare il controllo del gruppo degli pneumatici ci sarebbero i cinesi di China Chemical, colosso a controllo statale. Positivi i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato lo 0,85% a 14,15 euro, Montepaschi l'1,28% a 0,59 euro, Popolare dell'Emilia Romagna lo 0,77% a 7,81 euro, Intesa SanPaolo il 3,03% a 3,126 euro, Ubi Banca lo 0,91% a 7,14 euro, Unicredit l'1,61% a 6,30 euro. Su di giri Enel (+2,01% a 4,35 euro) che ha risentito ancora della presentazione del nuovo piano industriale, accolto positivamente dal mercato. Gli stessi analisti hanno bocciato Enel Green Power (-0,50% a 1,781 euro) a neutral da outperform. Sempre nel settore brillante performance di Eni che ha mostrato un progresso del 3,43% a 16,25 euro. Bene Azimut (+2,27% a 26,50 euro) all'indomani dell'annuncio da parte del gruppo del processo di riorganizzazione. Telecom Italia (-0,09% a 1,094 euro) sotto i riflettori all'indomani del ritorno all'utile dopo tre anni e del lancio di un bond convertibile da 2 miliardi di euro.
Ancora ben comprata Pirelli (+2,21% a 15,23 euro) che presto potrebbe finire in mani straniere. In pole per rilevare il controllo del gruppo degli pneumatici ci sarebbero i cinesi di China Chemical, colosso a controllo statale. Positivi i titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha guadagnato lo 0,85% a 14,15 euro, Montepaschi l'1,28% a 0,59 euro, Popolare dell'Emilia Romagna lo 0,77% a 7,81 euro, Intesa SanPaolo il 3,03% a 3,126 euro, Ubi Banca lo 0,91% a 7,14 euro, Unicredit l'1,61% a 6,30 euro. Su di giri Enel (+2,01% a 4,35 euro) che ha risentito ancora della presentazione del nuovo piano industriale, accolto positivamente dal mercato. Gli stessi analisti hanno bocciato Enel Green Power (-0,50% a 1,781 euro) a neutral da outperform. Sempre nel settore brillante performance di Eni che ha mostrato un progresso del 3,43% a 16,25 euro. Bene Azimut (+2,27% a 26,50 euro) all'indomani dell'annuncio da parte del gruppo del processo di riorganizzazione. Telecom Italia (-0,09% a 1,094 euro) sotto i riflettori all'indomani del ritorno all'utile dopo tre anni e del lancio di un bond convertibile da 2 miliardi di euro.