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Piazza Affari centra il rimbalzo, Ftse Mib chiude con un +4%. Volano le banche

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Piazza Affari ha centrato il rimbalzo dopo i forti ribassi delle ultime sedute. A guidare il rimbalzo sono stati i titoli delle banche, sui quali sono scattate le ricoperture, in scia ai rumors che vedono un’accelerazione verso la creazione di due veicoli “ad hoc” per gestire i prossimi aumenti di capitale e per i crediti deteriorati delle banche. Il listino milanese è stato trainato anche dal comparto oil in scia al rally del petrolio che ha trovato sponda nell’onda lunga dei riscontri arrivati dalle scorte di greggio Usa, tornate a scendere a sorpresa dopo una striscia di sette aumenti consecutivi. Intanto si avvicina l’appuntamento con il meeting di Doha del prossimo 17 aprile per cercare di raggiungere un accordo sul congelamento della produzione di petrolio. Scende la tensione sui titoli di Stato periferici con lo spread Btp-Bund tornato sotto quota 125 punti base. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un balzo del 4,08% a 17.504 punti.

Forti acquisti sui titoli del comparto bancario: Mps ha guadagnato il 7,89% a 0,47 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 14,31% a 4,298 euro, Popolare di Milano il 10,93% a 0,568 euro, Banco Popolare il 10,90% a 4,864 euro, Ubi Banca l’8,75% a 3,056 euro, Unicredit il 9,72% a 3,07 euro. Il super rimbalzo del petrolio, con il Wti in progresso di oltre 5 punti percentuali, si è fatto sentire sui titoli del comparto oil: Eni ha mostrato un balzo del 4,30% a 12,85 euro, Saipem del 7,75% a 0,326 euro e Tenaris del 5,73% a 11,08 euro. Performance brillante anche per alcuni big del paniere principale di Piazza Affari come FCA, che ha mostrato un progresso del 4,01% a 6,35 euro, e Telecom Italia, che è avanzata del 6,28% a 0,888 euro.

Scatto di Mediaset (+5,36% a 3,50 euro) che questa sera annuncerà l’accordo con Vivendi che dovrebbe essere di ampia portata perché riguaderà la struttura azionaria, la governance e la produzione/distribuzione di contenuti. Lo scambio azionario riguarderà il 3,5% di ciascuna società, ma in questo caso entra in gioca l’enorme differenza di capitalizzazione tra il colosso francese (25 miliardi di euro) e la società di Cologno Monzese (4,5 miliardi). Il 3,5% vale quindi 150 milioni per Mediaset e 870 milioni per Vivendi. Per colmare il gap Mediaset Premium cederà la sua pay-tv Mediaset Premium ai francesi, che verrà integrata con Canal+.