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Piazza Affari cauta, Bper prosegue la sua discesa. Sprint di Ferrari e Stm

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Sui mercati prevale la cautela. Piazza Affari apre con segno negativo, proseguendo la debolezza di venerdì scorso. Il contesto è ancora dominato dai timori di un’accelerazione dell’inflazione a cui si aggiunge il tonfo della lira turca, affondata nelle ultime ore del 12% a 8,1162 nei confronti del dollaro, in scia alla decisione del presidente Recep Tayyip Erdorgan di licenziare il governatore della banca centrale del paese, Naci Agbal, che qualche giorno fa ha alzato i tassi di interesse al 19%, per combattere il tasso di inflazione volato al 15,61%.

In questo quadro, l’indice Ftse Mib ha aperto con un calo di oltre mezzo punto percentuale per poi limitare le perdite a un -0,2% in area 24.157 punti, dopo che la scorsa settimana ha aggiornato i massimi a oltre un anno. Tra i titoli del paniere principale di Piazza Affari, si muove in controtendenza Ferrari che balza in testa al listino con un progresso di oltre 1 punto percentuale scambiando a 166 euro.

Da monitorare STMicroelectronics, in rialzo dell’1,1%, nel giorno dello stacco del dividendo trimestrale. Il colosso italo-francese dei semiconduttori staccherà una cedola trimestrale di 0,042 dollari, la prima delle quattro previste nel 2021. Quest’anno Stm ha tagliato il dividendo da 0,24 a 0,168 euro. Acquisti anche su Saipem che sale dello 0,9% a 2,385 euro. Il titolo festeggia il nuovo contratto in Qatar da oltre 1 miliardo di dollari.

Sul fronte opposto, male le banche guidate da Bper che cede quasi il 3% passando di mano a 1,9 euro, dopo aver lasciato sul parterre quasi il 4% nella seduta di venerdì scorso. Unipol, azionista di riferimento di Bper, nella lista per il rinnovo del CdA della banca non ha inserito l’attuale ceo Alessandro Vandelli. Tra i sette nomi indicati c’è Piero Montani, banchiere ex ceo di Bpm e Carige, che sarà indicato come futuro uomo guida. A pesare il susseguirsi di rumor su negoziati con Giuseppe Castagna per una integrazione Banco-Bper. Giù anche UniCredit che cede l’1%.