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Pezzinga: “Possibile una frenata congiunturale al termine del rialzo dei tassi Us”

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“Al momento si conferma la nostra idea di un azionario che nel breve fatica a trovare una direzione, destinato quindi ad oscillare ancora sui livelli correnti, sull’impatto delle altalenanti novità su tassi e risultati trimestrali”. Questa la conclusione cui giunge Michele Pezzinga, strategist per Centrosim, in una nota diffusa oggi focalizzata sull’effetto della migliore crescita degli occupati registrata negli Usa. “I dati migliori del previsto – ha sottolineato Pezzinga – hanno rimesso in campo i timori di una politica monetaria più aggressiva di quanto non si fosse iniziato a sperare”, un’evidenza che a giudizio dello strategist è stata la causa della frenata di Wall Street che in questa fase appare ancora condizionata dalle attese sui tassi.
“Per quel che può valere un confronto con il passato – ha chiarito Pezzinga – durante le analoghe esperienze del 1984 e 1994, le Borse Usa smettevano di essere penalizzate dalla manovra monetaria restrittiva solo quando questa si avvicinava alla conclusione; anche stavolta la storia sembra ripetersi, sebbene il loro decollo finale era allora giustificato dall’idea che, sgombrato il campo dai rischi inflazionistici, la crescita potesse comunque proseguire su buoni ritmi, cosa che stavolta non ci sembra invece così scontata”.
A partire dalla seconda metà dell’anno, quando tassi e caro energia esplicheranno tutto il loro impatto, lo strategist ritiene infatti che si possa realizzare una frenata congiunturale, i cui effetti difficilmente saranno visti con favore da chi investe sull’azionario.