Per Tsmc profitti stellari a +77%, ma mercato non si scalda. Minaccia cinese affonda Micron e le big coreane
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Boom di utili per Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc) che ha registrato un fatturato record in aumento del 36% nel secondo trimestre dell’anno, con profitti andati ben oltre le attese del mercato.
Trimestre record
Tra aprile e giugno i profitti netti del più grande produttore al mondo di chip avanzati per l’intelligenza artificiale si sono attestati a 706,6 miliardi di dollari taiwanesi (21,99 miliardi di dollari statunitensi), in crescita del 77% rispetto all’analogo trimestre del 2025 e mettendo a segno il nono trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra. Battute ampiamente le attese degli analisti con il consensus Lseg che era fermo a 632,6 miliardi di dollari taiwanesi.
In dollari statunitensi, i ricavi del secondo trimestre sono stati di 40,2 miliardi di dollari, con un aumento del 33,7% su base annua e del 12% rispetto al trimestre precedente. Il margine lordo per il trimestre è stato del 67,7%, il margine operativo del 60,3% e il margine di profitto netto del 55,6%.
Alzate le stime
A fare da traino è ancora una volta la domanda di chip per l’intelligenza artificiale. TSMC prevede una crescita delle vendite nel 2026 di poco superiore al 40%. TSMC spenderà 265 miliardi di dollari per lo sviluppo negli Stati Uniti, con un investimento ulteriore di 100 miliardi nello stabilimento dell’Arizona per espandere la capacità di produzione di chip negli Stati Uniti, formalizzando un impegno che fa parte di un accordo più ampio tra Washington e Taipei per portare la produzione di semiconduttori sul suolo americano.
Le azioni di Tsmc quotate a Taipei hanno guadagnato il 59% dall’inizio dell’anno.
Riprende il sell-off su produttori memorie
Ieri a Wall Street vendite significative si sono abbattute sul comparto delle memorie per chip (Micron -8%, Sandisk -8%) e sui semiconduttori in generale (AMD -3,5% e Intel -4, 4%) nonostante i riscontri positivi arrivati da ASML (+2,2%) che ha rivisto al rialzo le previsioni di vendita per il 2026 e promesso un aumento della capacità produttiva.
Stamattina in forte calo anche il duo sudcoreano composto da Samsung (-8%) e SK Hynix (-11%) che ha comportato un tonfo del 6% dell’indice Kospi.
I riflessi della maxi-Ipo della cinese CXMT
Il mercato ha reagito nervosamente alla notizia che ChangXin Memory Technologies (CXMT)debutterà oggi sul mercato Star di Shanghai, l’equivalente del Nasdaq statunitense raccogliendo 8,55 miliardi di dollari, quasi il doppio del suo obiettivo iniziale, con una capitalizzazione implicita di circa 85,5 miliardi di dollari.
CXMT è il quarto produttore mondiale di memorie Dynamic Random-Access Memory (DRAM) con una quota di mercato dell’8% nel primo trimestre dell’anno, in aumento rispetto al 3% dello stesso periodo dell’anno precedente, secondo Counterpoint Research. Ancora lontana dalla quota di mercato DRAM del 22% di Micron e di quelle dei colossi SK Hynix e Samsung Electronics, ma con le risorse dell’Ipo potrebbe conquistare ulteriori quote di mercato.
Le mosse cinesi di Apple
La scorsa settimana si era diffusa anche l’indiscrezione che Apple starebbe già testando le memorie di CXMT nonostante siano nella black list del Pentagono. Il colosso di Cupertino non utilizzerebbe memorie cinesi sui dispositivi venduti a livello globale, ma solo sui modelli destinati alla Cina.