NewPrinces punta all’Ipo della controllata Princes Group a Londra. Le ragioni
Fonte immagine: Fonti societarie
A distanza di pochi mesi dall’acquisizione dei supermercati Carrefour Italia, NewPrinces annuncia una nuova mossa. Questa volta la società guidata da Angelo Mastrolia punta alla quotazione della propria controllata Princes Group alla Borsa di Londra.
“NewPrinces comunica al mercato che la sua controllata interamente detenuta, Princes Group, ha annunciato in data odierna l’intenzione di valutare un’offerta pubblica iniziale delle proprie azioni ordinarie e di considerare la presentazione di una domanda di ammissione delle medesime alla categoria delle azioni ordinarie (società commerciali) dell’Official List della UK Financial Conduct Authority (FCA) e alla negoziazione sul Main Market della Borsa di Londra“, si legge nella nota.
Mastrolia: Ipo? “Come nel caso di Newlat Food, non abbiamo intenzione di vendere azioni”
Per il presidente esecutivo Angelo Mastrolia, “la decisione di avviare il processo di quotazione a Londra rappresenta un passaggio fondamentale nella storia di Princes Group. Il Regno Unito è il nostro mercato principale e ospita un team dirigenziale di grande esperienza: questa scelta riflette la nostra fiducia di lungo periodo nell’azienda, la solidità del nostro management e l’ampiezza delle opportunità che prospettiamo per il futuro”.
Con una precisazione: “l’obiettivo è raccogliere nuovi capitali per accelerare la strategia di crescita e sostenere la trasformazione di Princes in un gruppo multinazionale e diversificato nel settore food & beverage. Come già fatto con la quotazione di Newlat Food nel 2019, non è abbiamo intenzione di vendere nessuna azione“.
Perimetro dell’Ipo
Il perimetro dell’Ipo? La società ha precisato che “ai fini dell’ammissione, Princes Group ha stipulato accordi condizionali con NewPrinces in base ai quali Princes Group acquisirà l’intero capitale sociale di Symington’s Limited, Newlat GmbH e Princes France. Princes Group, insieme alle sue attuali controllate (tra cui Princes Italia, Princes Tuna Mauritius, Edible Oils Limited e Princes Foods) e al perimetro di acquisizione, costituirà il perimetro consolidato al momento dell’ammissione”.
Carrefour Italia (la cui acquisizione da parte della Società è attesa nelle prossime settimane) e Centrale del Latte d’Italia resteranno espressamente escluse dal Perimetro Ipo e continueranno a essere detenute direttamente da NewPrinces
Su base pro forma, il perimetro Ipo ha generato ricavi pari a circa 2,1 miliardi di sterline nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 e 964,2 milioni di sterline nel semestre chiuso al 30 giugno 2025; con un EBITDA adjusted pari a 122,3 milioni di sterline nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 (con un margine EBITDA del 5,95%) e 71,2 milioni di sterline nel semestre chiuso al 30 giugno 2025 (con un margine EBITDA del 7,38%).
Il perimetro Ipo opera attraverso cinque business unit (Foods, Fish, Italian, Oils e Drinks) e unisce una consolidata capacità produttiva a marchio del distributore con un portafoglio di brand rinomati. Oltre 8.000 i clienti in tutto il mondo, esporta in più di 60 paesi, e gestisce una piattaforma produttiva di 23 stabilimenti distribuiti tra Regno Unito, Europa continentale e Mauritius, 21 magazzini e circa 7.800 dipendenti.
Target strategici
Se l’operazione dovesse proseguire, l’operazione prevede esclusivamente l’emissione di nuove azioni ordinarie di Princes Group, “con l’obiettivo di raccogliere capitali primari a supporto della strategia di crescita inorganica del Gruppo, in particolare attraverso ulteriori operazioni di acquisizione”. È inoltre previsto che l’Offerta sia strutturata in modo da consentire al capitale sociale ordinario di Princes Group di soddisfare i requisiti per l’inclusione negli indici FTSE UK.
A seguito dell’ammissione, si prevede, infine, che NewPrinces resti azionista di maggioranza, detenendo il controllo del capitale sociale emesso di Princes Group. La società andrebbe a posizionarsi come “realtà focalizzata esclusivamente nella produzione di alimenti e bevande” e perseguirebbe “una strategia aziendale più ampia”.