Microsoft sforna conti da urlo, ma titolo crolla. Wall Street punisce le spese folli per l’AI
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Il boom di ricavi da cloud, con utili e fatturato sopra le attese di Wall Street non bastano a Microsoft. Il titolo del colosso di Redmond si preannuncia un giovedì nero a Wall Street con gli investitori che storcono il naso davanti alle spese maggiori delle attese legate ai data center.
Nell’after hours il titolo è arrivato a cedere il 6% in area 454 dollari.
Conti record, Azure e Productivity volano
Microsoft ha chiuso il secondo trimestre fiscale con un fatturato record di 81,27 miliardi di dollari, +1% rispetto alle stime degli analisti (80,3 miliardi), e un utile per azione (Eps) di 5,16 dollari contro i 3,92 attesi. A impressionare è il segmento Microsoft Cloud: 51,5 miliardi di dollari, primo trimestre sopra i 50 miliardi, rispetto ai 51,2 miliardi previsti e ai 40,9 miliardi dello stesso periodo di un anno prima. Crescita trainata da Azure e dall’ecosistema OpenAI.
La divisione Intelligent Cloud, che include Azure, ha generato 32,9 miliardi di dollari, +2% sulle stime (32,2 miliardi). Productivity and Business Processes – Microsoft 365 Commercial e Consumer Cloud – ha raggiunto 34,1 miliardi contro i 33,6 miliardi attesi. More Personal Computing (Surface, Xbox, Windows) stabile a 14,3 miliardi, in linea con le previsioni.
Le parole di Nadella
Il ceo Satya Nadella esalta il business AI: “Siamo solo nelle fasi iniziali della diffusione dell’intelligenza artificiale e Microsoft ha già creato un business nel settore più grande di alcuni dei nostri più grandi franchise”.
Il ceo ha aggiunto: “Stiamo ampliando i confini dell’intero stack di intelligenza artificiale per generare nuovo valore per i nostri clienti e partner”.
Ma capex record gela gli investitori
A preoccupare gli investitori sono le spese in conto capitale maggiori del previsto. Microsoft continua a dover far fronte a limitazioni di capacità in termini di intelligenza artificiale, il che significa che la domanda di intelligenza artificiale da parte dei clienti supera la capacità di Microsoft di fornirla, ponendo un limite “artificiale” ai ricavi del produttore di Windows.
Le spese in conto capitale (capex) hanno raggiunto i 37,5 miliardi di dollari nel trimestre, rispetto ai 22,6 miliardi di dollari del secondo trimestre del 2025. Un incremento del 66% che ha scatenato i timori che la corsa all’AI si riveli troppo costosa per Microsoft.
Per spezzare la dipendenza dai chip Nvidia, Microsoft sta sviluppando chip proprietari con il recente annuncio dei chip Maia 200, prodotti con Tsmc. Redmond mira a ridurre i costi di acquisizione hardware del 30-40% con i Maia che copriranno il 20-25% della capacità AI entro 2027, liberando margini per reinvestire in capex.
Titolo già in affanno da mesi
Alla chiusura di ieri Microsoft capitalizzava 3,58 trilioni di dollari, decisamente sotto gli oltre 4mila miliardi toccati lo scorso luglio grazie agli investimenti iniziali in OpenAI, sviluppatore di ChatGPT.
Negli ultimi mesi è montata tra gli investitori la preoccupazione che le big tech potrebbero far fatica a monetizzare l’AI senza bruciate miliardi in data center.
Il titolo Microsoft ha guadagnato solo il 7% negli ultimi 12 mesi, peggio ha fatto Amazon (+2%), mentre a volare è stata la sola Alphabet (+69%).