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Mercati: nei prossimi mesi volatilità resterà elevata, possibili violente correzioni (analisti)

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Oggi i mercati si trovano a uno snodo cruciale. Il grande dibattito sui mercati (e non solo) si concentra sull’inflazione: siamo di fronte a fiammate temporanee generate da condizioni eccezionali o all’inizio di un ciclo inflattivo che non si vedeva da almeno 30 anni? Questo l’interrogativo da cui parte l’analisi di Marco Mencini, senior portfolio manager di Plenisfer SGR, dal titolo: “Allo snodo cruciale del 2021: elevata incertezza e volatilità domineranno i prossimi mesi durante i quali una gestione attiva e difensiva sarà essenziale”.

“Il grande timore è che l’inflazione sfugga di mano e sappiamo che, come il genio che esce dalla lampada, una volta libera di correre, è molto difficile rimetterla nella bottiglia. E oggi mercati temono che si ripeta quanto accaduto con Greenspan nel 94, ovvero che la reazione delle banche centrali arrivi quando è troppo tardi. È questo dubbio e l’incertezza sull’evoluzione dei prossimi mesi che tiene il mercato, e gli operatori, sul filo del rasoio. E in un mercato come quello di oggi, caratterizzato da valutazioni elevate, l’incertezza genera grande nervosismo tra gli operatori e quindi, elevata volatilità”, afferma Mencini.

“Ci aspettiamo quindi che nei prossimi mesi la volatilità resterà elevata e assisteremo a violente correzioni, al rialzo e al ribasso, con modelli di volatilità del passato non più replicabili – afferma l’esperto -. Siamo usciti da quel paradigma di volatilità di circa 10 punti percentuali che ha resistito fino alla fase pre-pandemica. Con un aggravante, ovvero il modo in cui il mercato oggi si comporta, mettendo i fondamentali in secondo piano rispetto all’esigenza di investire la liquidità in eccesso”.