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Mercati cauti in attesa delle non farm payrolls, dollaro consolida guadagni

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L’ottimismo sulle prospettive del’economia Usa ha spinto ieri il dollaro Usa con cross eur/usd sceso sotto 1,15 e biglietto verde ai massimi a 11 mesi contro lo yen. Prima le stime ADP oltre le attese e l’ISM non manifatturiero ai massimi storici, poi le parole di Powell che ha detto che l’economia è “straordinariamente positiva” e continuerà a crescere ancora per parecchio tempo.

Il biglietto verde ha così guadagnato ieri lo 0,8% contro l’euro, con cross sceso sotto 1,15. Massimi a 11 mesi contro lo yen a 114,55 (livello più alto dall’inizio di novembre 2017).

“L’euro – rimarcano gli esperti di Intesa Sanpaolo – sta oscillando sul minimo visto ad agosto scorso di 1,1480, mentre il prossimo livello in vista potrebbe essere attorno prima a 1,1420 e poi a 1,1380. In questa fase l’euro non è in grado di opporsi alla forza del biglietto verde, quindi ulteriori picchiate sono possibili. Ricordiamo che domani esce l’employment report americano”. Le stime di consensus vedono a settembre un saldo di +185 mila per le non farm payrolls dalle +201mila del mese precedente.

Sui mercati cresce l’attesa per i dati sul mercato del lavoro americano, che verranno diffusi domani pomeriggio, in particolare il tasso di disoccupazione, la variazione delle buste paga nei settori non agricoli (le cosiddette non-farm payrolls), e la variazione dei salari relativi al mese di settembre. Si tratta di indicazioni importanti in quanto tenute in considerazione dalla Federal Reserve per definire la sua politica monetaria e che assumono ancora più importanza dopo le dichiarazioni di ieri del governatore Jerome Powell, che sono state interpretate con una venatura più hawkish del solito. “I trader guarderanno al report sulle non-farm payroll di domani e presteranno molta attenzione alla componente afferente ai salari, in quanto potrebbe essere la chiave di quello che la Federal Reserve farà in seguito relativamente alle decisioni sui tassi d’interesse – avverte Mauro Masoni, premium client manager Italy di CMC.

Ieri Powell non ha escluso la possibilità di accelerare il percorso di rialzo dei tassi qualora la situazione economica migliorasse ancora di più e l’inflazione si spingesse maggiormente verso l’alto. A supporto delle parole del governatore della Fed sono giunti i dati sull’Ism non manifatturiero di settembre che ha confermato la forza del settore portandosi a 61,6 massimo dal 1997. Buone anche le indicazioni giunte dai Pmi e dal sondaggio ADP che anticipa i dati sul mercato del lavoro di domani.