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Mercati asiatici : Una strana quiete

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Variazione degli indici rilevata alle ore 5:30 :

Topix (Tokyo) -0.51%
Nikkei 225 -0.15%
Hang Seng +0.23%
Csi 300 +0.43%
Shanghai +0.33%
Shenzhen +0.19%
Taiwan Taiex +0.16%
Kospi -0.49%

Quanto durerà la discesa del petrolio che ha portato ieri il prezzo sotto i 130 dollari al barile ? Un giorno ancora ? Due ? Finirà oggi ? Per intanto i bilanci dei principali raffinatori e dei trasformatori asiatici come Sinopec che non hanno la possibilità di spostare i costi sui consumatori, sono come bollettini di guerra. E questo nonostante lo stato intervenga massicciamente con sovvenzioni alle aziende.

Questa mattina il mercato azionario prova a premiare i raffinatori e a penalizzare i produttori come CNOOC. Ma gli indici globalmente lasciano intendere una estrema prudenza. Prudenza necessaria dato che un recentissimo studio del Fondo Monetario Internazionale indica che non c’e’ motivo di aspettarsi che i prezzi scendano a breve, che una “prudente politica monetaria” potrebbe essere necessaria per stabilizzare il mercato petrolifero e che in ogni caso le quotazioni del petrolio non possono continuare a salire senza provocare una recessione globale.

Come ci si possa aspettare dagli Stati Uniti una “prudente politica monetaria” è proprio un mistero, visto che i dati di ieri che fotografano il mercato immobiliare ci dicono che in marzo i prezzi delle case sono calati del 14,4%, registrando la flessione maggiore dal 2001.
Sul fronte della fiducia, se possibile il quadro è ancora più preoccupante: l’indice a maggio è sceso a 57,2 da 62,8 di aprile, lasciando intravedere una battuta d’arresto nei consumi, motore dell’ economia americana.

Quale sarà il colpo di coda dell’amministrazione Bush per convincere il popolo americano della necessità di sostenere nuovi sacrifici in nome di utili trilionari per le società estrattrici di petrolio e/o produttrici di pantagruelici SUV ? Un attacco all’Iran ? A quell’ Iran che ha recentemente ceduto i diritti di estrazione del più grande giacimento di gas al mondo a cinesi e russi ?

Il nuovo presidente russo, Dmitri Medvedev, in visita a Pechino pochi giorni fa ha dichiarato che il mondo dovrà fare i conti con l’alleanza fra Cina e Russia, anche se tale cooperazione “non piace a tutti” e che “la cooperazione russo-cinese si è trasformata oggi in un fattore-chiave per la sicurezza internazionale, senza la quale è impossibile assumere decisioni importanti nell’ambito della comunità internazionale”.

E’ una strana quiete quella che aleggia sui mercati asiatici questa mattina.

Roberto Malnati