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Mercati asiatici : La settimana apre in rosso

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Variazione degli indici rilevata alle ore 5:30 :

Topix (Tokyo) -2.07%
Nikkei 225 -2.44%
Hang Seng -2.06%
China Csi 300 -2.75%
Shanghai A Share -2.59%
Shenzhen A Share -2.50%
Taiwan Taiex -0.84%
Kospi -1.82%

Questa notte non riuscendo a dormire ascoltavo con l’ iPod una canzone che ripeteva “Tutti vogliono qualcosa che non hanno più. Ma io di più …”, mentre sullo schermo TV regolato con audio spento sbirciavo un talk show finanziario di Hong Kong, dove la discussione verteva su quanta inflazione in più avrebbero avuto in Cina con il petrolio a 200 dollari il barile.
Ho pensato che probabilmente in questi giorni devo essermi perso un pezzo della storia. Ero rimasto ai dati di aprile in Cina con l’inflazione che ha toccato il record degli ultimi 11 anni, schizzando a +8,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e alle vendite (sempre ad aprile e in Cina) dei beni di consumo che sono aumentate del 22% su base annua, per un valore complessivo di 814,2 miliardi di yuan. Il capitolo che dava per scontato un altro aumento del 3.5% dell’inflazione con il petrolio ormai dato per certo a 200 dollari, quello proprio mi era sfuggito.
Che ingenuo che sono. Pensavo che fosse tutto un gioco di speculatori e di soldi facili sul mercato dei future petroliferi, ma in Asia si stanno già organizzando per vivere con il petrolio a 200 dollari e così facendo finiscono per spedircelo prima del previsto. Tecnicamente queste possono venire definite come “Profezie auto avveranti”.
I prezzi fuori controllo sono pericolosi e sono sempre stati nella storia della Cina motivo di grandi conflitti sociali. A proposito di controllo e conflitti : “I tibetani non credono più nei negoziati con la Cina” ha detto il Dalai Lama parlando al Financial Times e ribadendo il suo no alla violenza ha dichiarato “Se non avrò più il controllo, mi dimetterò”.

Roberto Malnati