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Mercati asiatici : Il ritorno del figliOIL prodigo

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Variazione degli indici rilevata alle ore 5:30 :

Topix (Tokyo) +2.13%
Nikkei 225 +2.80%
Hang Seng +0.54%
Shanghai -0.29%
Shenzhen -0.38%
Taiwan Taiex +0.84%
Kospi +1.86%

Serviva una scusa e la scusa è stata prontamente trovata. Il petrolio ieri sera è passato da 126 a 131.50 dollari al barile con un incremento del 4.3% ottenuto in poche ore grazie al report di una nota casa di investimento. E gli indici americani, la cui componente di titoli del settore Energy è decisamente significativa hanno recuperato un giornata iniziata storta, chiudendo sui massimi.

In Asia questa mattina, chi può, come i giapponesi festeggia il rimbalzo del petrolio, e chi non può come i cinesi, un pochino soffre.
Dato che sto scrivendo questo commento alle 5 del mattino, connesso con un telefonino e che manca ancora qualche ora alla chiusura dei mercati asiatici, chi mi leggerà in orari di mercato probabilmente troverà già superato o inadeguato questo mio commento.

Una piccola nota di colore : Ieri il presidente e amministratore delegato di Dow Chemical, Andrew Liveris, ha osservato come il fallimento della strategia dell’ amministrazione nel governare i prezzi dei carburanti stia causando una vera crisi energetica, una di quelle che creano seri danni al settore manifatturiero americano e a tutti i consumatori.
Morale : Dopo aver espresso le proprie preoccupazioni per i disagi che dovranno sostenere i consumatori, Dow Chemical fa sapere che potrebbe ritoccare al rialzo i prezzi di tutti i suoi prodotti del 20% (e anche oltre) a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime.

Roberto Malnati