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Mercati asiatici : Pausa alle vendite grazie alla chiusura di Wall Street

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Variazione degli indici rilevata alle ore 5:30 :

Topix (Tokyo) +0.98%
Nikkei 225 +1.05%
Hang Seng +0.83%
China Csi 300 +0.43%
Shanghai -0.09%
Shenzhen +0.71%
Taiwan Taiex +0.56%
Kospi +1.02%

“Mano a mano che i tassi d’interesse e il valore del dollaro scendono, i prezzi petroliferi sicuramente saliranno” scrive il presidente dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, Chakib Khelil, escludendo anche un aumento della produzione da parte dell’Opec, dato che “i mercati dispongono di sufficienti forniture”.
In effetti ci sono 28 milioni di barili di greggio stoccato da parte degli iraniani all’interno delle petroliere ancorate in porto che nessuno vuole. E’ greggio pesante e ricco di zolfo che a questi prezzi e nonostante gli sconti per le qualità inferiori ha grosse difficoltà ad essere piazzato.
Con queste prospettive la pausa di oggi alle vendita di azioni in Asia, con il primo segno verde per gli indici in 6 giorni, potrebbe quindi essere semplicemente dovuta alla chiusura di ieri del mercato americano e di quello inglese. Alla riapertura dovremmo assistere come di consuetudine al solito record giornaliero al rialzo per il petrolio e al solito minimo relativo per il dollaro, che peraltro questa mattina affonda verso quota 1,58.

In Cina nel frattempo le preoccupazioni per la crescita dell’ inflazione aumentano. L’indice dei prezzi alla produzione di aprile, anche chiamato indice dei prezzi all’ingrosso, è cresciuto del 10,3% su base annua. L’aggregato monetario M2, che comprende la moneta corrente in circolazione e tutti i depositi, ad aprile ha raggiunto i 42.920 miliardi di yuan con una crescita anno su anno del 17% e la produzione industriale delle maggiori imprese della Cina è aumentata del 15,7%.

Roberto Malnati