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Lira turca di nuovo al tappeto, eur/usd sotto pressione

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Nuovo passo falso della lira turca. La divisa turca ha nuovamente aggiornato i minimi storci contro il dollaro Usa in scia al calo delle pressioni inflattive che ha alimentato le aspettative di un taglio del costo del denaro. Il cross tra dollaro e lira si è portato per la prima volta sopra quota 2,54. Da inizio anno la lira ha già ceduto quasi il 9%. L’inflazione core della Turchia è risultata a febbraio del 7,73% rispetto all’8,63% precedente. “Il fatto che l’inflazione core è scesa sotto l’8% è la scusa perfetta per rinforzare le pressioni politiche per tassi più bassi”, commenta Ipek Ozkardeskaya, analista valutario presso Swissquote Bank. 

La lira è reduce da una serie di sedute negative in scia anche dell’aumento delle pressioni governative e del presidente Erdogan sulla banca centrale del paese per accelerare il ritmo di taglio dei tassi d’interesse. Il Ministro dell’Economia, Nihat Zeybekci, ha detto che l’indipendenza della banca centrale deve essere subordinata all’interesse nazionale. Sul mercato si guarda anche alla possibilità che il governatore della banca centrale, Erdem Basci, rassegni le dimissioni.  

Euro/dollaro di nuovo a un passo dai minimi

Sul forex intanto il dollaro si mantiene sui massimi dal 2003 con gli ultimi forti dati macro da oltreoceano che hanno alimentato le aspettative legate al primo rialzo dei tassi della Fed. “Pur essendo prevalenti le attese di chi non si aspetta un nulla di fatto almeno fino a giugno di quest’anno a livello di ritocco a rialzo dei tassi, le pubblicazioni legate al mercato del lavoro Usa potrebbero condurre a reazioni dollarocentriche sul mercato che potrebbero essere sfruttate operativamente in base ai livelli tecnici di riferimento”, rimarca la nota sul forex di Fxcm.

Il dollar index, che misura la forza del biglietto verde contro un paniere ponderato di sei valute, si mantiene a quota 95,6. Accelerazione ribassista questa mattina per l’eur/usd  che viaggia a 1,113, poco sopra i minimi a quasi 12 anni toccati a gennaio, in scia ai deboli risocntri arrivati dagli indici Pmi servizi europei. Gli investitori sono cauti in vista della prossima riunione della Banca centrale europea in agenda domani, con possibili ulteriori dettagli sul programma di quantitative easing. 

Oggi intanto è in agenda negli Stati Uniti la diffusione della stima Adp sui nuovi posti lavoro creati nel settore privato, tradizionale antipasto in vista delle non farm payrolls in arrivo venerdì. A febbraio dovrebbero essere stati creati 220 mila nuovi posti nel settore privato, un ritmo più sostenuto rispetto alle +213mila del mese precedente. Il report ADP (Automatic Data Processing) si basa su dati raccolti da circa 340 mila imprese che occupano più di 21 milioni di persone.