Notizie Notizie Italia Leonardo crolla in Borsa: delusione conti Rheinmetall ha effetto domino sul settore

Leonardo crolla in Borsa: delusione conti Rheinmetall ha effetto domino sul settore

7 Agosto 2025 14:57

Giornata negativa per Leonardo, il colosso italiano dell’aerospazio e della difesa, che sta perdendo terreno in Borsa segnando al momento della scrittura una flessione di circa il 7%. A pesare “l’effetto Rheinmetall”, ovvero la delusione dei mercati per i conti semestrali gigante tedesco del comparto militare.

Rheinmetall: numeri in crescita, ma sotto le attese

A innescare il calo di Leonardo (il titolo dell’ex Finmeccanica è reduce, assiamo alle big europee della Difesa, da un importante rally in questo 2025: da inizio anno è infatti il secondo miglior titolo del Ftse Mib con un rialzo del 79%) è stata soprattutto la reazione negativa del mercato di fronte alla pubblicazione dei conti della Rheinmetall, che ha registrato un utile operativo di 475 milioni di euro nel primo semestre del 2025, ma inferiore alle stime degli analisti. Il titolo del gruppo teutonico, che ha stretto una joint venture con Leonardo nel settore dei mezzi militari terrestri, è arrivato a cedere in Borsa fino al 7,2% nella seduta odierna, segnalando una certa delusione nonostante il robusto portafoglio ordini.

La società tedesca ha mantenuto invariata la guidance per l’anno, prevedendo un incremento delle vendite tra il 25% e il 30% e un margine operativo del 15,5% per l’intero esercizio. Tuttavia, i mercati si attendevano segnali ancora più forti, soprattutto alla luce dell’aumento delle spese per la difesa da parte dei paesi NATO.

A pesare sull’outlook del gruppo tedesco è soprattutto il ritardo nell’approvazione del bilancio federale tedesco per il 2025. Dopo l’insediamento del nuovo governo, il via libera alla manovra è atteso solo a settembre, al termine della pausa estiva del Bundestag. Questo ha comportato uno slittamento delle commesse militari previste per il primo semestre, che ora potrebbero concretizzarsi solo nella seconda metà dell’anno.

Anche il vertice NATO di fine giugno ha contribuito a rinviare decisioni chiave sugli acquisti, in un momento in cui diversi paesi europei, Germania in testa, si preparano ad aumentare la spesa per la difesa fino al 5% del PIL, come concordato tra i membri dell’Alleanza Atlantica.

La view degli analisti

Nonostante il trimestre “debole”, gli analisti di JP Morgan sottolineano come il dato semestrale sia marginalmente rilevante nel contesto più ampio e continuano a prevedere un miglioramento della guidance nella seconda parte dell’anno.

Anche Jefferies guarda con attenzione ai prossimi sviluppi, in particolare all’eventuale conferma dell’acquisto, da parte della Germania, di 5.000 veicoli da combattimento Boxer e centinaia di carri armati Leopard 2, come anticipato da Bloomberg.

Il portafoglio ordini del gruppo ha comunque toccato un record di 63 miliardi di euro nel primo semestre, a testimonianza del forte interesse del mercato per i prodotti della difesa, soprattutto in un contesto geopolitico sempre più instabile.