Notizie Dati Macroeconomici Lagarde chiede ordine internazionale e si appella alla riforma dell’Omc

Lagarde chiede ordine internazionale e si appella alla riforma dell’Omc

20 Febbraio 2026 09:21

Cambiare per mantenere la direzione. La presidente della Bce, Christine Lagarde presso la Columbia Law School di New York, dove ha ricevuto il Wolfgang Friedmann Memorial Award 2026, interviene sull’ordine internazionale e chiama alla riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio che tenga conto di principi come l’equità ed eviti degenerazioni.

Il discorso

Lagarde ha citato il romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa , il giovane principe che dice allo zio: “Se vogliamo che le cose restino come sono, le cose dovranno cambiare”. Una citazione che Lagarde mette al servizio dell’ordine internazionale. Preservarlo significa riformarlo con onestà, con ambizione e con la collaborazione di tutti coloro che hanno contribuito a costruirlo. “L’ordine internazionale è stato forgiato insieme. Riformiamolo insieme”, ha detto.

“Ci troviamo di fronte a una scelta. Possiamo accettare la deriva verso un equilibrio di potere tra rivali – un modello che la storia ci insegna essere stabile solo finché non lo è più. Oppure possiamo intraprendere la strada più difficile: riformare l’ordine internazionale affinché riconquisti la fiducia di coloro che l’hanno persa”, ha concluso. “E’ allarmante quando la fiducia tra le nazioni inizia a erodersi. Oggi sentiamo molto parlare di un ‘nuovo ordine mondiale. Ci viene detto che le vecchie regole non sono più valide e che in ogni caso erano solo una foglia di fico – una comoda finzione che permetteva ai più forti di mascherare i propri interessi con il linguaggio del diritto”. Ma “non è una novità: è un ritorno a vecchi modelli di coercizione e mercantilismo. Non è il mondo: la maggior parte dei paesi non lo vuole e non lo ha scelto. E non è un ordine: è l’assenza di un ordine”.

Riforme pragmatiche

“L’ordine internazionale non è stato un’imposizione dei più forti sui più deboli. È stato costruito nel corso dei secoli, sia dai potenti che dai deboli. E, nonostante l’erosione della fiducia, gli incentivi alla cooperazione tra i paesi restano forti”. Inoltre “l’ordine può essere mantenuto, non aggrappandosi al passato, ma attraverso riforme pragmatiche che riflettano il mondo così com’è.

Oggi diamo per scontata”, ha detto Lagarde, un’architettura fatta di “Nazioni Unite, il sistema di Bretton Woods, l’Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio (GATT) e, più tardi, l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), il Trattato di non proliferazione e l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico. Ora, è vero che gli Stati Uniti e l’Europa hanno svolto un ruolo centrale nella costruzione di queste istituzioni e nel loro mantenimento. Ma sarebbe un grave errore storico concludere che l’ordine risultante sia stato semplicemente un’imposizione occidentale. È stata costituita congiuntamente da paesi, grandi e piccoli, provenienti da tutto il mondo”.

L’Omc

“Nonostante la retorica accesa, l’Organizzazione mondiale del commercio non ha perso la sua rilevanza: il 70% del commercio globale è ancora gestito secondo le sue regole. E le grandi potenze non vi hanno rinunciato. Gli stessi Stati Uniti hanno avanzato proposte concrete di riforma”, ha detto spiegando che il mese prossimo, “i ministri si incontreranno in Camerun per discutere del futuro dell’OMC. La riforma deve tenere conto dell’equità: è sempre più insostenibile che un paese come la Cina rivendichi esenzioni pensate per paesi molto più poveri. E deve consentire a gruppi più piccoli di membri di approfondire la cooperazione in aree specifiche senza essere ostacolati da altri. Un’OMC riformata contribuirebbe a impedire che le controversie commerciali degenerino in qualcosa di più grave”.

Il mandato

Quanto alle balletto di voci sul suo mandato, la presidente della Bce, prevede di completare il suo mandato alla guida dell’Eurotower. Lo ha dichiarato lei stessa Lagarde al Wall Street Journal, in un’intervista rilasciata in seguito alle indiscrezioni secondo cui si sarebbe dimessa prima della scadenza del suo mandato prevista nell’ottobre del 2027. “Ripensando a tutti questi anni, penso che abbiamo realizzato molto, che io stessa ho realizzato molto”, ha dichiarato, aggiungendo: “Dobbiamo consolidare e assicurarci che tutto ciò sia davvero solido e affidabile. Quindi la mia previsione è che ci vorrà fino alla fine del mio mandato”.