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La testimonianza infuocata di Musk per l’affaire SolarCity: ‘senza me alla guida Tesla sarebbe morta’

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Tesla supera senza contraccolpi la testimonianza del suo ceo Elon Musk nel processo iniziato ieri a Wilmington, nel Delaware.

Le azioni di Tesla hanno chiuso ieri in rialzo del 4,4% lunedì a $ 685,75.

Musk ha difeso l’acquisizione di SolarCity da parte di Tesla nel 2016 contro una causa intentata dagli azionisti che cercano di recuperare i 2,6 miliardi di dollari che la società ha pagato per il produttore di pannelli solari in difficoltà. L’operazione da 2,6 mld di dollari, risalente al 2016, è finita nel mirino di fondi pensione sindacali e gestori patrimoniali che hanno intentato una causa sostenendo che il consiglio di amministrazione di Tesla avrebbe acquistato SolarCity proprio mentre stava per finire i soldi. Musk possedeva una quota del 22% in SolarCity, fondata dai suoi cugini. Al momento dell’acquisto, possedeva anche una quota del 22% circa in Tesla.

Musk nega che acquisto SolarCity è stato un salvataggio

Musk nega che l’accordo fosse un salvataggio di SolarCity. “Dal momento che si trattava di una transazione stock-for-stock e possedevo quasi esattamente la stessa percentuale di entrambi, non c’era alcun guadagno finanziario”, ha detto il ceo di Tesla.

Musk, che si è presentato con abito scuro, camicia bianca e cravatta scura, ha affermato inoltre che per anni prima dell’accordo con SolarCity vedeva l’azienda di pannelli solari come una parte naturale della transizione verso l’energia sostenibile. Musk ha specificato di non avere il controllo della nomina dei membri del CdA o il loro compenso e che hanno negoziato l’accordo con SolarCity e le sue condizioni economiche senza la sua influenza.

Musk ha mantenuto la calma durante il controinterrogatorio dell’avvocato degli azionisti Randall Baron, anche se a un certo punto ha definito l’avvocato “un cattivo essere umano”. Baron ha chiesto anche se il consiglio ha controllato la sua nuova qualifica di Technoking, comunicata alla SEC lo scorso marzo. “Ha generato un sacco di stampa gratuita e Tesla non fa pubblicità ed è utile per le vendite generali”, ha risposto Musk rimarcando che la nuova qualifica è uno scherzo. “Penso di essere divertente”.

Un passaggio importante è stato quando l’istrionico imprenditore ha affermato il produttore di veicoli elettrici “sarebbe morta” se non fosse stato lui l’amministratore delegato. “Ho cercato molto duramente di non essere l’amministratore delegato di Tesla, ma ho dovuto o francamente Tesla sarebbe morta”.

Le accuse e cosa rischia il ceo di Tesla

L’accusa sostiene che Musk domina le discussioni sugli accordi e abbia pertanto spinto Tesla a pagare di più per SolarCity, ingannando gli azionisti sulla sua salute finanziaria.

Se sarà dimostrato che Musk ai tempi dell’acquisizione di SolarCity era un azionista di controllo di Tesla a causa dei suoi legami con i membri del consiglio e dello stile prepotente, questo imporrebbe uno standard legale più severo e aumenterebbe la probabilità che il tribunale concluda che l’accordo sia stato iniquo nei confronti degli azionisti.