Notizie Notizie Italia La tedesca Commerzbank respinge l’offerta di Unicredit: “Piano rischioso e vago”

La tedesca Commerzbank respinge l’offerta di Unicredit: “Piano rischioso e vago”

18 Maggio 2026 15:07

Commerzbank respinge l’offerta di Unicredit accusando la banca italiana di aver delineato un piano vago e incerto. Unicredit esprime “profondo dissenso”. E la banca tedesca propone il piano Momentum 2030 come alternativa, puntando su ricavi record e tagli sostenibili. A meno che l’offerta non venga rivista al rialzo

Il comunicato

Il cda e il consiglio di sorveglianza di Commerzbank “mantengono un dialogo costruttivo con tutti gli azionisti, ma sottolineano che una partecipazione di lungo periodo di Unicredit in qualità di importante azionista e concorrente con interessi specifici, potrebbe generare incertezza riguardo alle sue future iniziative e provocare quindi preoccupazione, in particolare tra i dipendenti e i clienti di Commerzbank”.

E’ quanto si legge nel comunicato  con cui i consigli hanno respinto l’Ops della banca italiana. La situazione di incertezza, nel caso in cui al termine dell’Ops Unicredit non otterrà il controllo, è anche alimentata, secondo Commerzbank, dal fatto che “l’offerta non indica chiaramente se si limiterà a una posizione di azionista importante senza controllo o se, in che orizzonte temporale e con quali mezzi cercherà di ottenere il controllo”.

Alla presentazione dei risultati del primo trimestre 2026, lo scorso 8 maggio, l’ad di Commerz Bettina Orlopp aveva già criticato aspramente l’offerta, consigliando agli azionisti di rifiutarla e preannunciando la dichiarazione “ragionata” richiesta dalla legge tedesca sulle Opa.

Questione di prezzo

I consigli sono stati e rimarranno aperti al dialogo qualora Unicredit sia disposta a offrire agli azionisti di Commerzbank un premio attrattivo e a impegnarsi in un piano che valorizzi i punti di forza del modello di business e della strategia di Commerzbank. “Assumendo questa posizione, Commerzbank continua ad agire nel migliore interesse dei propri azionisti, clienti e dipendenti”.

L’offerta di acquisizione di UniCredit non offre un premio adeguato ai nostri azionisti. Quella che viene descritta come una fusione è in realtà una proposta di ristrutturazione che avrebbe un impatto enorme sul nostro modello di business collaudato e redditizio”, ha dichiarato Bettina Orlopp, ad di Commerzbank, in una nota.

In quanto al premio, l’ad di Unicredit Andrea Orcel aveva dichiarato fin da subito di essere disposto a modificarlo: l’offerta di scambio è stata lanciata anche per aprire un dialogo migliore con i vertici di Commerz, un obiettivo che al momento non sembra però sia stato raggiunto.

La questione russa

Tra le ragioni del no i tedeschi sottolineano “le incertezze geopolitiche e legate alla potenziale vendita di alcune attività legate all’esposizione di Unicredit alla Russia sono un fattore che potrebbe avere un impatto negativo sia sulla posizione patrimoniale che sulla redditività di Unicredit e quindi sul valore delle sue azioni”

Il piano anti Unicredit fa leva sui dividendi

Con il piano Momentum 2030, “Commerzbank prevede di incrementare i ricavi a 16,8 miliardi di euro entro il 2030, far crescere l’utile netto a 5,9 miliardi di euro, migliorare il rapporto costi/ricavi, inclusi i contributi obbligatori, al 43% e, esclusi i contributi obbligatori, al 41%, e raggiungere un rendimento netto sul patrimonio netto tangibile del 21%. Gli azionisti beneficeranno direttamente del successo di questa strategia: entro il 2030, Commerzbank intende restituire agli azionisti circa la metà della sua attuale capitalizzazione di mercato attraverso dividendi e riacquisti di azioni proprie.

La banca punta a un payout ratio del 100% fino al raggiungimento del target ratio CET 1 del 13,5%. Per l’esercizio finanziario 2025, Commerzbank ha proposto un dividendo record di 1,10 euro per azione, da sottoporre all’approvazione dell’assemblea generale annuale.

Il cda è convinto che l’attuazione della strategia “Momentum 2030″ offra un potenziale di creazione di valore significativamente maggiore e più sostenibile rispetto all’alternativa delineata da Unicredit. Gli azionisti che mantengono il proprio investimento continuano a partecipare direttamente a tale creazione di valore”.

La risposta italiana

Alla luce dei contenuti espressi dal cda, la banca italiana “prende atto della pubblicazione del documento” spiegando che ne “esamineremo attentamente il contenuto. Dissentiamo profondamente da molte delle argomentazioni presentate, ritenendole prive di fondamento e di dati a supporto. Forniremo una risposta dopo aver esaminato approfonditamente le questioni sollevate”.