justETF, Corea del Sud +140%: il mercato leader che molti portafogli “globali” non includono
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Il mercato azionario più performante al mondo negli ultimi dodici mesi potrebbe non essere presente in molti portafogli che si definiscono “globali”. È la Corea del Sud, che ha registrato un +140% su base annua, risultando il mercato nazionale leader davanti al Sudafrica (+68%). È quanto emerge da un’analisi di justETF, piattaforma di riferimento per la ricerca e il confronto di ETF, che monitora oltre 2.000 strumenti quotati sui principali mercati europei.
Anche dall’inizio del 2026 la Borsa coreana si conferma ai vertici tra i migliori ETF nazionali, con un +52%, davanti a Thailandia (+26,15%) e Brasile (+23,38%). Un risultato che assume particolare rilievo se inserito nel contesto dei mercati emergenti, che dall’inizio della crisi finanziaria del 2007 hanno attraversato una lunga fase laterale, tornando sui livelli pre-crisi solo alla fine del 2025 (senza considerare i dividendi).
Rally trainato dai semiconduttori
A guidare la performance sono stati soprattutto i due colossi dei semiconduttori, Samsung Electronics e SK Hynix. Il settore informatico pesa, infatti, circa il 55% dell’indice coreano, rendendo il mercato fortemente concentrato su poche società. “Chi investe oggi in ETF sulla Corea del Sud deve essere consapevole dell’elevata concentrazione del portafoglio: le prime 10 partecipazioni rappresentano oltre il 60% del totale, a seconda dell’indice scelto. Inoltre, Samsung e SK Hynix da sole incidono complessivamente per circa il 50%”, commenta Lorenzo Demaria, Country Manager Italia di justETF. “Questo significa che l’andamento di questi ETF dipende in larga misura da poche aziende e dal settore tecnologico nel suo complesso”.
Per attenuare questa concentrazione, l’industria degli ETF ha introdotto meccanismi di “capping”, ovvero limiti massimi al peso dei singoli titoli nei panieri replicati.
Perché molti portafogli “globali” non la includono
Nonostante le performance, la Corea del Sud potrebbe essere assente in molti portafogli a esposizione globale. La ragione risiede nella diversa classificazione adottata dai principali fornitori di indici. MSCI considera la Corea del Sud un mercato emergente, con un peso di circa il 14% nell’MSCI Emerging Markets, dove rappresenta la terza componente dopo Cina e Taiwan. FTSE, invece, la classifica come mercato sviluppato: di conseguenza il Paese non è incluso nell’indice FTSE Emerging Markets.
Il divario si riflette anche nei rendimenti: nell’ultimo anno un ETF basato su MSCI Emerging Markets è cresciuto di oltre il 31,5%, mentre l’omologo FTSE Emerging Markets si è fermato intorno al 18%. Nei mercati sviluppati, l’impatto è stato più contenuto, poiché nel FTSE Developed la Corea del Sud pesa meno del 2%. “Per investire non è necessario conoscere ogni dettaglio metodologico, ma è fondamentale comprendere come è composto l’ETF su cui si investe”, conclude Demaria. “Il caso della Corea del Sud dimostra come la scelta del fornitore dell’indice possa incidere direttamente sulla performance del portafoglio. Chi, ad esempio, combina un MSCI World con un FTSE Emerging Markets esclude completamente la Corea del Sud, pur ritenendo di avere un’esposizione realmente globale”.