News Indici e quotazioni La Grecia spaventa le Borse: Piazza Affari chiude con un tonfo di oltre il 5%

La Grecia spaventa le Borse: Piazza Affari chiude con un tonfo di oltre il 5%

Pubblicato 29 Giugno 2015 Aggiornato 19 Luglio 2022 15:57
Piazza Affari ha chiuso in profondo rosso pagando, come tutte le altre Borse europee, il caos che regna in Grecia dopo la rottura delle trattative tra Atene e i suoi creditori internazionali e la decisione del governo Tsipras di indire un referendum per domenica 5 luglio, dove i cittadini ellenici saranno chiamati ad accettare o meno le ultime proposte dei creditori. Il governo di Atene ha annunciato misure drastiche dopo l'ingente fuga di capitali degli ultimi giorni: Borsa e banche rimarranno chiuse fino a lunedì 6 luglio ed è stato applicato un tetto di 60 euro al giorno per il prelievo dei contanti al bancomat. Lo spread Btp-Bund è rimasto sotto la soglia dei 150 punti base grazie soprattutto agli acquisti della Bce nell'ambito del quantitative easing. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha chiuso con un tonfo del 5,17% a 22.569 punti.

Vendite diffuse sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 6,72% a 14,70 euro, Montepaschi il 10,24% a 1,77 euro, Popolare di Milano il 7,91% a 0,925 euro, Mediobanca il 6,55% a 8,835 euro, Ubi Banca il 7,95% a 7,12 euro, Unicredit il 7,12% a 6 euro. Le vendite non hanno risparmiato nemmeno i colossi pubblici dell'energia, complice anche la discesa del petrolio sotto quota 59 dollari al barile: Eni ha lasciato sul parterre il 4,33% a 16,10 euro, mentre Enel è arretrata del 5,41% a 4,124 euro. Pesanti anche i titoli del comparto industriali, come ad esempio FCA che ha mostrato un tonfo del 6,41% a 13,13 euro. Ansaldo STS e WDF hanno invece limitato i danni chiudendo rispettivamente con un ribasso dello 0,69% a 9,34 euro e dello 0,49% a 10,05 euro.