Grecia e payrolls spingono i listini europei in territorio negativo
Il rinvio dei pagamenti al Fondo monetario da parte dell'esecutivo greco e le indicazioni positive arrivate dal mercato del lavoro della prima economia (che aumentano le probabilità di una normalizzazione del costo del denaro statunitense nei prossimi mesi) penalizzano le borse del vecchio continente. Nell'ultima seduta dell'ottava Madrid ha terminato in rosso dello 0,75 per cento fermandosi a 11.062 punti mentre il londinese Ftse100 è sceso dello 0,8% a 6.804,6. Contrazioni superiori al punto percentuale per Dax (-1,26%) e Cac40 (-1,33%), scesi rispettivamente a 11.197,15 e 4.920,74 punti.
A maggio il saldo delle buste paga nei settori non agricoli statunitensi (c.d. non farm payrolls) ha evidenziato una crescita di 280 mila unità (consenso +226 mila), l'incremento maggiore dalla fine del 2014, mentre il tasso di disoccupazione è passato dal 5,4 al 5,5% in scia della crescita nel numero di persone alla ricerca di un posto di lavoro (invogliate proprio dalle maggiori possibilità di trovare un'occupazione). A salire oltre le attese anche i salari, cresciuti a maggio dello 0,3% (+0,1% ad aprile) mensile e del 2,3% annuo.
A maggio il saldo delle buste paga nei settori non agricoli statunitensi (c.d. non farm payrolls) ha evidenziato una crescita di 280 mila unità (consenso +226 mila), l'incremento maggiore dalla fine del 2014, mentre il tasso di disoccupazione è passato dal 5,4 al 5,5% in scia della crescita nel numero di persone alla ricerca di un posto di lavoro (invogliate proprio dalle maggiori possibilità di trovare un'occupazione). A salire oltre le attese anche i salari, cresciuti a maggio dello 0,3% (+0,1% ad aprile) mensile e del 2,3% annuo.