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Giappone, bilancia commerciale: esportazioni -22% ad aprile, tonfo più forte da 2009

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Nel mese di aprile le esportazioni del Giappone sono crollate di quasi il 22%, riportando la flessione più forte in più di un decennio, a causa dell’impatto del coronavirus, che ha zavorrato la domanda globale di auto, macchinari e prodotti chimici esportati dal paese. Il tonfo è il peggiore dall’ottobre del 2009, quando l’economia stava facendo i conti con la crisi finanziaria esplosa a livello globale nel 2008. Le importazioni sono scese del 7% su base annua.

Le esportazioni verso gli Usa sono crollate del 38%, a fronte di un aumento delle importazioni di prodotti americani in rialzo dell’1,6%, con il surplus commerciale nei confronti del paese scivolato del 75% su base annua, a 181 miliardi di yen.

Verso l’Unione europea, l’export giapponese è sceso del 28%, a fronte di una flessione dell’8% delle importazioni.

Il valore totale delle esportazioni giapponesi è stato di 5,2 trilioni di yen, in calo dai quasi 6,7 trilioni dello stesso mese del 2019. Le importazioni sono scese a 6,1 trilioni di yen dai 6,6 trilioni di yen dell’aprile dello scorso anno.

Meno disastrosi i dati che si riferiscono al commercio con la Cina, che ad aprile aveva già riaperto le proprie attività: le esportazioni sono scese del 4% su base annua, a fronte del +12% delle importazioni.