News Notizie Mondo Gennaio: Bce ed elezioni Grecia i market mover di inizio anno

Gennaio: Bce ed elezioni Grecia i market mover di inizio anno

Pubblicato 5 Gennaio 2015 Aggiornato 19 Luglio 2022 16:04
Questa settimana i mercati finanziari tornano a pieno regime dopo le festività natalizie. E guardano ai principali appuntamenti dell'anno, quelli che potrebbero rappresentare dei punti di svolta. I primi due sono in calendario nella terza decade di gennaio, in rapida successione. Il 22 la Bce terrà la prima riunione di politica monetaria del 2015 e tre giorni dopo la Grecia andrà a elezioni dopo la mancata elezione del presidente della Repubblica. I due eventi sono, in fondo, anche gli unici elementi di scenario che hanno subito dei cambiamenti a cavallo tra la fine dello scorso anno e l'inizio del nuovo.

Per quanto riguarda la Bce è stata l'intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt a modificare le prospettive. Il governatore della Banca centrale europea ha sottolineato l'aumento dei "rischi sulla stabilità dei prezzi rispetto a sei mesi fa" e ha confermato i "preparativi tecnici in corso per modificare tempi e composizione delle misure dell'Istituto centrale a inizio 2015". Dichiarazioni che il mercato ha letto come anticipazione di un prossimo lancio del Quantitative easing (con acquisto di titoli di Stato) alla prossima riunione di politica monetaria. "Anche tenendo conto delle parole di Mario Draghi - commenta Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets - e della prosecuzione della discesa dei rendimenti sul mercato obbligazionario, la prospettiva di un annuncio già nell'appuntamento del 22 gennaio appare prematura".

Per due ragioni. La prima è legata alle elezioni che si terranno in Grecia il 25 gennaio. I sondaggi danno in vantaggio Syriza, il partito di sinistra guidato da Alexis Tsipras che propone ai cittadini greci una revisione degli accordi di salvataggio in essere con la Troika e un taglio del debito pubblico greco (attualmente in mano, per la gran parte, proprio a Banca mondiale, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea). La seconda ragione, strettamente collegata alla prima, è la posizione della Germania divenuta, se possibile, ancora più rigida di quanto non lo sia stata finora. Tanto che si è tornato a parlare di una possibile uscita della Grecia dalla moneta unica. "Come nel 2012 - ricorda Hewson - quando la possibilità di uno scenario simile fece precipitare l'euro e spinse il governatore della Bce Mario Draghi a pronunciare la storica frase 'faremo tutto il possibile per salvare l'euro e, credetemi, sarà sufficiente'".