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Ftse Mib trema, ora occhio a tenuta supporto spartiacque di 20.500. Spread inquieta le banche

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La settimana di ferragosto si apre con tensioni ai massimi sui mercati complice la crisi turca, ma non solo. L’Italia rimane infatti sotto l’occhio del ciclone con l’avvicinarsi di settembre e del dibattito sulla nuova legge di bilancio e anche i vertici del governo parlano di attacchi speculativi in arrivo sul Belpaese.
L’indice Ftse Mib ha subito aperto sotto la soglia dei 21mila punti e segna al momento un calo dello 0,85% a quota 20.911 punti. Toccato un minimo intraday a 20.886 che corrisponde con i minimi 2018.

 

Questione Turchia e rischio contagio

Tiene banco la crisi turca con gli investitori che temono un effetto contagio e questa notte altre valute emergenti hanno pagato fortemente dazio. La lira turca ha toccato nuovi minimi storici per poi recuperare in scia alle misure messe in atto dalla banca centrale turca per iniettare nel sistema finanziario nuova liquidità e tentare di frenare la caduta della valuta nazionale. Il deprezzamento della lira rispetto all’8 agosto è del 26%. “Troppo presto per trarre indicazioni – sottolinea l’Ufficio Studi di Intesa Sanpaolo – la questione è se e quanto la feroce svalutazione che abbiamo osservato negli ultimi giorni comprometterà la capacità di servizio del debito estero dei prossimi mesi e/o alimenterà una reale fuga di capitali”.

 

Unicredit perde ancora quota, le altre banche pagano  febbre da spread

Tra i singoli titoli di Piazza Affari spicca anche oggi il calo di Unicredit (-2,32% a 13,45 euro) complici i timori per la forte esposizione in Turchia. Male anche le altre banche (-1,75% per Banco Bpm, -1,55% Ubi) che pagano l’ulteriore ampliamento dello spread.

Lo spread tra Btp e Bund si sta infatti avvicinando pericolosamente ai picchi toccati il 29 maggio (spread arrivò a 287 pb) all’apice della crisi politica in Italia. Il differenziale di rendimento tra Btp decennale e Bund ha toccato in avvio di giornata un massimo a 274,8 punti base dai 268 a cui si era spinto venerdì scorso complici anche i forti acquisti sui Bund come asset rifugio in virtù dell’acuirsi della crisi turca. Il rendimento del Btp decennale è salito al 3,05% mentre quello del Bund tedesco risulta in calo allo 0,31%.

Il mercato continua a guardare con diffidenza all’Italia con l’avvicinarsi del mese di settembre che vedrà aprirsi la delicata fase dell’approvazione della legge di bilancio 2019 che potrebbe portare a forti attriti con l’Europa. “Non credo che avremo un attacco speculativo – afferma il vice premier, Luigi Di Maio, intervistato da Il Corriere della Sera – Io non vedo il rischio concreto che questo governo sia attaccato, è più una speranza delle opposizioni. E se qualcuno vuole usare i mercati contro il governo, sappia che non siamo ricattabili. Non è l’estate del 2011 e a Palazzo Chigi non c’è Berlusconi, che rinunciò per le sue aziende”. Di contro il leghista Giorgetti ritiene che gli attacchi speculativi ci saranno.

 

Analisi tecnica Ftse Mib: possibili ulteriori minimi, 21.000 e 20.500 punti i due supporti fondamentali

 

Il Ftse Mib venerdì scorso ha dato un segnale importante con la chiusura al di sotto dei 21.122 punti, minimo che da luglio 2017 aveva limitato i ribassi dei corsi dell’indice. Segnale purtroppo non positivo, rimarca l’Ufficio Studi di FinanzaOnline,  in quanto quello che sembrava un impulso rialzista in fase di costruzione e avviato sul minimo del 29 maggio 2018 è stato annullato. La rottura infatti di tale minimo in overlap rende impossibile un conteggio rialzista.
Cosa che implica, di conseguenza, la permanenza nella fase di correzione. Correzione complessa che l’indice ormai porta avanti da diversi mesi. In tale scenario dunque sono possibili ulteriori minimi, anche se la parte più importante del ribasso dovrebbe essere già stata archiviata. I supporti fondamentali da monitorare sono quelli a 21.000 punti e soprattutto a 20.500 punti. Questa zona di prezzo rappresenta infatti il target più importante della correzione e spartiacque importante, la cui rottura aggraverebbe il quadro tecnico dell’indice.

Nel breve periodo, analizzando in intraday l’indice (grafico orario), si evince una divergenza rialzista, il che potrebbe portare l’indice ad un recupero dei 21.500 punti. Livello che andrà infranto al rialzo per permettere ai corsi di tirare un sospiro di sollievo. Da verificare però, se dovesse avverarsi tale rimbalzo, se ci troviamo davanti ad un mero pull back prima della prosecuzione al ribasso o inversione di direzione. La rottura in chiusura dei 21.000 punti invece darebbe probabilmente sfogo ad ulteriori ribassi, con target più importante i 20.500 punti.