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Eurozona: Pmi servizi a maggio (finale) rivisto al rialzo a 32,6 punti ma ancora in contrazione

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Il settore terziario nell’Eurozona mostra un miglioramento ma resta decisamente in zona contrazione. Secondo la lettura finale rilasciata dall’istituto IHS Markit, l’indice Pmi servizi della zona euro si è attestato a maggio a 30,5 punti, in rialzo dai 12 punti di aprile e meglio dei 28,7 punti rilevati nella stima preliminare.

“La portata e le dimensioni della recessione economica dell’Eurozona sono state evidenziate dal Pmi che ha mostrato un altro mese di forti
contrazioni dell’attività economica in tutte le nazioni – ha commentato Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit – Il Pil dell’Eurozona del secondo trimestre dovrà pertanto indicare un tasso di recessione senza precedenti, unito al più grande aumento della disoccupazione della storia dell’Eurozona”. Secondo l’esperto, a subire il colpo più forte dall’allungamento delle misure restrittive per il Covid19 sono i servizi direttamente a contatto con il consumatore, che fungeranno da freno per l’intera economia. Le sue stime prevedono che il Pil crolli almeno del 9% nel 2020 e che il ripristino della produzione ai livelli precedenti alla pandemia si dilunghi per alcuni anni.

Si ricorda che il Pmi (Purchasing Managers Index) è un indice che nasce da un’indagine condotta sui direttori d’acquisto delle principali aziende del paese per testare le opinioni sull’andamento del comparto. Un valore del Pmi superiore ai 50 punti indica un’economia in espansione mentre un valore inferiore rappresenta una fase di contrazione.