Notizie Notizie Mondo Euro tenuto in ostaggio da stop gas Gazprom. Occhio ai BTP dopo boom tassi e con countdown elezioni

Euro tenuto in ostaggio da stop gas Gazprom. Occhio ai BTP dopo boom tassi e con countdown elezioni

29 Agosto 2022 13:22

Con l’avvicinarsi dello stop ai flussi di gas che dalla Russia arrivano in Germania transitando nel gasdotto Nord Stream 1, è il fattore Gazprom che rischia almeno nel breve termine di mettere sotto pressione l’euro. In vista delle elezioni politiche del prossimo 25 settembre, l’euro sconta anche l’incertezza sull’esito del voto in Italia.

Sullo sfondo si continua inoltre a parlare dei rischi di frammentazione dell’Eurozona, in un mercato dei titoli di stato che venerdì scorso ha visto i tassi dei BTP decennali volare di ben 16 punti base al 3,71%, dopo essere schizzati durante la sessione anche oltre, fino al 3,76%, complice il rischio che la Bce di Christine Lagarde alzi il  prossimo 8 settembre i tassi dell’Eurozona di ben 75 punti base. Rischio saltato fuori con il simposio di Jackson Hole degli ultimi giorni.

Candriam post Jackson Hole: difensivi su BTP.

In una nota Nicolas Forest, Global Head of Fixed Income presso Candriam, ha chiarito quanto emerso dall’evento, sia riguardo alle prossime mosse della Bce che a quelle della Fed di Jerome Powell.

Forest ha scritto anche che, verso i BTP, con una Bce più falco, Candriam è difensiva.

Anche la Bce (così come la Fed) potrebbe accelerare il suo processo di inasprimento e alcuni policy maker dell’Istituto di Francoforte stanno discutendo di un rialzo di 75 punti base per la prossima riunione”.

In sintesi, ha riassunto Forest:

  1.   Le banche centrali non hanno terminato la lotta all’inflazione. Ciò ci spinge ad avere una duration breve.
  2.  I prossimi rialzi peseranno sugli spread del credito. Abbiamo una posizione difensiva su questi.
  3. In Europa aumenta il rischio di frammentazione. Siamo difensivi sul BTP.

In conclusione – si legge ancora nella nota-  diremmo: il ritorno di tutti i pericoli“.

Sulla Fed, il responsabile globale della divisione di reddito fisso di Candriam ha fatto notare che “Jay Powell ha confermato l’obiettivo principale della Fed in un discorso da falco sull’inflazione. Il presidente della Fed ha insistito sul costo spiacevole della riduzione dell’inflazione per le famiglie e le imprese. Ma si tratta di una priorità assoluta, poiché ‘i dati storici mettono in guardia da un allentamento prematuro della politica monetaria’.

Dunque?

In questo contesto, la Fed continuerà il suo processo di normalizzazione con diversi rialzi nei prossimi mesi e il mercato sta valutando l’opzione di un nuovo rialzo di 75 punti base per settembre”.

Dunque, rialzo dei tassi di 75 punti base previsto sia da parte della Fed di Jerome Powell che da parte della Bce di Christine Lagarde.

Euro in ripresa post Bce, ma ostaggio di gas Russia

Tornando all’euro,  a metà giornata la moneta unica azzera le perdite nei confronti del dollaro Usa, sofferte in particolare nelle contrattazioni dei mercati asiatici – quando è arrivata a perdere più dello 0,40% – e vira in territorio positivo, rimanendo tuttavia sotto alla parità.

Gli investitori digeriscono evidentemente le dichiarazioni sui tassi e sull’inflazione che sono arrivate non solo da Powell, ma anche da diversi esponenti del Consiglio direttivo della Bce, in occasione del simposio Jackson Hole Economic Symposium, che si tiene ogni anno alla fine di agosto.

La ripresa dell’euro rischia tuttavia di lasciare il posto di nuovo alle vendite, a causa dell’imminente arrivo della data del 31 agosto (dopodomani), quando Gazprom chiuderà i rubinetti del gas che arriva in Germania con il gasdotto Nord Stream 1.

Qualche giorno fa, il colosso energetico russo Gazprom ha avvertito infatti che i flussi di gas dalla Russia alla Germania che transitano nel gasdotto saranno interrotti per tre giorni, dal 31 agosto al 2 settembre, a causa di lavori di manutenzione (a quanto appare improvvisi).

Gazprom ha riferito che i flussi riprenderanno al ritmo di 33 milioni di metri cubi al giorno alla fine del periodo di manutenzione, “a meno che non vengano identificati ulteriori malfunzionamenti”.

“Paura stop gas Russia blocca euro sotto la parità”

Il timore di una totale interruzione delle forniture di gas russo sta tenendo sotto pressione il rapporto euro-dollaro, facendolo rimanere al di sotto della parità”, ha commentato alla Cnbc Carol Kong, senior associate della divisione di strategia sul forex ed economia internazionale presso la Commonwealth Bank of Australia.

L’annuncio del gigante energetico è arrivato tra l’altro in un momento in cui i governi europei si affrettano a riempire i siti di stoccaggio di gas naturale, nel tentativo di garantire alle rispettive economie la disponibilità di energia per il riscaldamento necessario per i prossimi mesi.

Nelle ultime settimane, la Russia ha ridotto in modo drastico le forniture di gas naturale all’Europa, al punto che i flussi che transitano nel Nord Stream 1 rappresentano appena il 20% dei volumi che erano stati precedentemente concordati.

La Russia di Vladimir Putin, duramente colpita dalle sanzioni dell’Occidente dopo aver attaccato e invaso l’Ucraina l 24 febbraio scorso, ha motivato i tagli del gas con il ritardo delle consegne di componenti indispensabili per il funzionamento del gasdotto.

Ovviamente, il dubbio-certezza che gli stop siano espressione di una ritorsione contro l’Europa sono più che leciti e logici.

Euro: da inizio anno -12% sul dollaro

Oggi i trader tornano a posizionarsi sull’euro dopo le dichiarazioni da falco arrivate dalla Bce, precisamente dal banchiere centrale della Finlandia Olli Rehn, dal banchiere centrale della Francia Francois Villeroy de Galhau e da Martins Kazaks, numero uno della Banca centrale della Lettonia.

In occasione del simposio di Jackson Hole, Villeroy e Kazaks hanno caldeggiato un forte rialzo dei tassi dell’area euro in occasione del prossimo meeting del Consiglio direttivo della Bce, in calendario l’8 settembre.

Idem Olli Rehn, che teme che in Eurozona l’inflazione sia diventata più radicata, e che ha ammesso la preoccupazione della Banca centrale europea per il trend al ribasso della moneta unica che, nei confronti del dollaro, ha perso il 12% dall’inizio dell’anno.

“Certamente stiamo monitorando il tasso di cambio”, ha detto Rehn, aggiungendo che la debolezza dell’euro “è già considerata in modo significativo” dalla Bce nella determinazione della sua politica monetaria.

L’euro è tornato a capitolare sotto la parità lunedì scorso, 22 agosto, per la seconda volta in un mese e dall’inizio del 2022, scendendo sotto la soglia di 1 dollaro.

A causare il nuovo dietrofront è stato proprio l’annuncio di Gazprom.

La reazione dell’euro si spiega con il fatto che l’alt alle forniture russe e la conseguente fiammata dei prezzi del gas naturale contribuiscono all’aumento dell’inflazione – già in atto -, dunque all’erosione dei redditi dei consumatori, dunque anche delle spese per consumi, rinfocolando la paura per l’arrivo di una recessione in Eurozona. Paura che viene scontata dalla moneta relativa, ergo l’euro.

Nel commentare l’impennata dei prezzi del gas naturale che si è scatenata lo stesso giorno Marc Chandler, chief market strategist presso Bannockburn Global Forex, ha detto senza esitazione che “sarà lo shock energetico a far scivolare l’Europa in recessione”.

In quella nota, che risale a lunedì scorso 22 agosto, Chandler ha ricordato anche che i prezzi del gas naturale sono volati in Europa dall’inizio del 2022 di quasi +380%.

Lo strategist ha poi aggiunto che “soltanto una ripresa (dell’euro) in area $1,0050-60 potrebbe aiutare a stabilizzare” la valuta.

Super dollaro con Fed più hawkish: outlook tassi

A fronte dell’euro si mette in evidenza la solidità del dollaro, sostenuto dalle parole del numero uno della Fed Jerome Powell sulla determinazione della banca centrale Usa a combattere contro l’inflazione.

Lo US Dollar Index viaggia a 109,24 punti, a un passo dal record in 20 anni testato a luglio a 109,29 punti.

I mercati monetari scommettono su un rialzo dei tassi sui fed funds da parte della Fed di Jerome Powell di 75 punti base con una probabilità maggiore rispetto a quella precedente al discorso del banchiere centrale, di circa il 70%.

A scatenare l’appetito per il dollaro Usa è anche il boom dei tassi dei Treasuries Usa successivo alle parole di Powell, con i rendimenti dei titoli di stato a due anni volati al record dal 2007.