Eni: utili calano a 1,3 mld nel primo trimestre, +9% produzione. Rivisto al rialzo buyback
In un contesto di incertezza nei mercati energetici e di volatilità dei prezzi, Eni prosegue il proprio percorso di crescita di valore. I risultati del primo trimestre 2026 e uno scenario più elevato determinano un miglioramento delle previsioni per l’esercizio in corso.
I numeri del primo trimestre
Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha alzato il velo sui risultati dei primi tre mesi del 2026 che vedono l’utile netto adjusted scendere di circa l’8% a 1,3 miliardi di euro contro le attese degli economisti pari a 1,51 miliardi e l’utile operativo proforma rettificato ha mostrato un ribasso del 4% a 3,36 miliardi. Nel periodo in esame la produzione E&P è, invece, cresciuta del 9% rispetto al 2025 a 1,8 mln boe/g.
Per effetto delle solide performance e della revisione dello scenario esterno, il flusso di cassa operativo è atteso in crescita del 20% rispetto alla previsione iniziale a 13,8 miliardi su base annua. In coerenza con la politica di distribuzione, che prevede la condivisione dell’upside con i nostri azionisti, il piano di riacquisto delle azioni proprie è incrementato di circa 90% a 2,8 miliardi.
“In un contesto di mercato caratterizzato da estrema volatilità, Eni continua a eseguire in modo coerente e rigoroso la propria strategia, con l’obiettivo di garantire al mercato e ai propri clienti energia sicura, economicamente sostenibile e a basso impatto carbonico. I risultati di questo trimestre evidenziano una performance e una solidità finanziaria fondamentali nel supportare gli investimenti nel nostro portafoglio di progetti geograficamente diversificati”, ha commentato Claudio Descalzi, AD di Eni, aggiungendo che “in prospettiva, il nostro portafoglio flessibile di attività diversificate e di alta qualità, il basso break-even dei progetti E&P, e la nostra robusta struttura finanziaria, con un rapporto di indebitamento ai minimi storici, ci collocano in una posizione eccellente per cogliere i miglioramenti dello scenario e condividere l’upside atteso con gli azionisti. La nostra nuova previsione di flusso di cassa di €13,8 mld, basata su una revisione del nostro scenario di riferimento per l’anno 2026, riflette questi fattori e si tradurrà in un rafforzamento del programma di riacquisto di azioni proprie a €2,8 mld, un incremento di circa 90% rispetto al piano iniziale”.
Eni ha annunciato inoltre di avere confermato le prospettive di crescita operativa sostenuta e di generazione di flussi di cassa, con una partecipazione significativa all’upside da parte degli azionisti. In particolare, lato remunerazione dei soci la società del Cane a sei zampe ha confermato la previsione dividendo 2026 pari a 1,1 euro per azione (in aumento del 5% rispetto al 2025).