Energetici spingono le borse europee sopra la parità
Il comparto energetico (+0, 44%) spinge i listini europei sopra la parità: a metà seduta Londra segna un rialzo dello 0,3%, Francoforte registra un +0,23% e Parigi sale di mezzo punto percentuale.
Sul listino della City, in particolare evidenza Tullow Oil (+2,23%), Royal Dutch Shell (+1,26%) e BP (+0,63%). Rally per Ocado (+5,04%) nel giorno dei numeri dei primi sei mesi e crollo verticale per il broker TP ICAP (-34,17%), dopo la notizia del licenziamento del chief executive, John Phizackerley.
In agenda macro l’indice Zew tedesco, sceso a luglio a -24,7 punti contro i -16,1 punti di giugno, portandosi sui minimi dall'agosto 2012 e ben al di sotto della media di lungo periodo a 23,2 punti.
"L'ultimo periodo è stato caratterizzato da una grande incertezza politica. In particolare, i timori di un'escalation della guerra commerciale internazionale con gli Stati Uniti hanno smorzato le prospettive economiche. Le notizie positive riguardanti la produzione industriale, gli ordini in entrata e il mercato del lavoro sono state fortemente offuscate dai previsti effetti negativi sul commercio estero", ha commentato il presidente dell'istituto Zew, Achim Wambach.
Per quanto riguarda la Zona Euro, lo Zew è passato da -12,6 a -18,7 punti, con gli analisti che avevano stimato un calo più contenuto a -13,2 punti. Il dato relativo il nostro Paese ha segnato un rialzo di 11,2 punti portandosi a -37,2 punti.
Dal fronte statunitense, sopra le stime il NFIB (National Federation of Independent Business), passato da 107,8 a 107,2 punti. Gli analisti avevano stimato 105,6 punti. Nella seconda parte sarà la volta dell’indice JOLTS (Job Openings And Labor Turnover Summary), quello che misura le offerte di lavoro negli Stati Uniti.
Sul listino della City, in particolare evidenza Tullow Oil (+2,23%), Royal Dutch Shell (+1,26%) e BP (+0,63%). Rally per Ocado (+5,04%) nel giorno dei numeri dei primi sei mesi e crollo verticale per il broker TP ICAP (-34,17%), dopo la notizia del licenziamento del chief executive, John Phizackerley.
In agenda macro l’indice Zew tedesco, sceso a luglio a -24,7 punti contro i -16,1 punti di giugno, portandosi sui minimi dall'agosto 2012 e ben al di sotto della media di lungo periodo a 23,2 punti.
"L'ultimo periodo è stato caratterizzato da una grande incertezza politica. In particolare, i timori di un'escalation della guerra commerciale internazionale con gli Stati Uniti hanno smorzato le prospettive economiche. Le notizie positive riguardanti la produzione industriale, gli ordini in entrata e il mercato del lavoro sono state fortemente offuscate dai previsti effetti negativi sul commercio estero", ha commentato il presidente dell'istituto Zew, Achim Wambach.
Per quanto riguarda la Zona Euro, lo Zew è passato da -12,6 a -18,7 punti, con gli analisti che avevano stimato un calo più contenuto a -13,2 punti. Il dato relativo il nostro Paese ha segnato un rialzo di 11,2 punti portandosi a -37,2 punti.
Dal fronte statunitense, sopra le stime il NFIB (National Federation of Independent Business), passato da 107,8 a 107,2 punti. Gli analisti avevano stimato 105,6 punti. Nella seconda parte sarà la volta dell’indice JOLTS (Job Openings And Labor Turnover Summary), quello che misura le offerte di lavoro negli Stati Uniti.