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Elkann e il tesoretto da 9 miliardi di Exor: niente Armani, radar è comunque su lusso e sanità

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Nove miliardi di euro da investire anche nel settore del lusso: questa la cifra che avrà a disposizione Exor, la  holding della famiglia Agnelli, una volta completata la vendita di PartnerRe.

Così John Elkann, presidente di Exor, nel corso dell’Investor Day della società. Exor ad ottobre ha firmato un accordo preliminare per vendere PartnerRe, con sede alle Bermuda, al gruppo assicurativo francese Covea per 9 miliardi di dollari, rilanciando un accordo che era stato sospeso per colpa della pandemia del coronavirus. L’accordo dovrebbe essere completato a metà del 2022. Elkann ha detto che Exor impiegherà la sua liquidità in società che già possiede e in nuovi investimenti concentrandosi sui settori del lusso, della sanità e della tecnologia, soprattutto in Nord America e in Europa, ma anche in Asia.

“Il futuro di Exor passa per la sua generazione di cassa e a quella – a fine 2021 abbiamo un miliardo di euro – si aggiungono i proventi della vendita di PartnerRe. Vuol dire che avremo 10 miliardi di euro di disponibilità nella prima metà dell’anno prossimo”. “Vorremmo usare queste risorse per un buyback da 500 milioni di euro e per ridurre il debito da 4,5 miliardi a 4 miliardi”, ha precisato il manager, spiegando che quindi resteranno “9 miliardi di euro da investire nelle società che già abbiamo per farle crescere e in altre aziende”. “Ma il lusso è sicuramente un settore interessante per noi”. Elkann, tuttavia, ha respinto le voci di un interesse per Armani”. “Abbiamo un ottimo rapporto con Giorgio Armani e il suo gruppo. L’azienda non è in vendita, è importante che finiscano le voci sul nostro potenziale interesse”, ha detto il rampollo della famiglia Agnelli.

Exor e Iveco: le prospettive

Exor è il più grande azionista della casa automobilistica Stellantis e ha partecipazioni di controllo nel produttore di auto sportive di lusso Ferrari e nel produttore di veicoli industriali CNH Industrial. Exor ha anche una partecipazione di controllo nella Juventus. Dopo la vendita di PartnerRe, Exor metterà a disposizione altri 500 milioni di euro da spendere in un riacquisto di azioni tra il 2022 e il 2024 e 500 milioni di euro per ridurre il debito il prossimo anno a 4 miliardi di euro, ha aggiunto Elkann.

L’amministratore delegato di Exor, Suzanne Heywood, ha sottolineato di non vedere ragioni per intraprendere ulteriori azioni su Iveco, l’unità di produzione di camion di CNH che sarà scorporata da CNH Industrial e quotata separatamente all’inizio del prossimo anno. “Naturalmente, se riceviamo approcci per Iveco, il consiglio lo esaminerà”, ha detto Heywood, che è anche presidente di CNH Industrial e presidente designato di Iveco.

Equita conferma il BUY sul titolo Exor  sottolineando di credere che l’M&A rimanga un pilastro dell’equity story post scissione.