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Effetto Opec, sanzioni Usa e escalation tensioni Libia: petrolio WTI e Brent a record da novembre

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Petrolio in rialzo, riceve un assist da diversi fattori, come il continuo effetto dei tagli all’offerta decisi congiuntamente dai paesi Opec e non Opec, le sanzioni Usa imposte all’Iran e al Venezuela e ora l’instabilità crescente in Libia.

“Missili”, o quanto meno razzi “Grad” sono stati piazzati dalle forze del generale Khalifa Haftar a Garian, un’ottantina di chilometri in linea d’aria a sud del centro di Tripoli e hanno già colpito. Lo riferiscono due fonti e un sito libico, stando a quanto riporta l’Ansa.

Una fonte da Tripoli precisa sempre all’Ansa che “Haftar ha piazzato una batteria di missili a Garian e ieri sera è già morta una donna a Wadi el Rabie”.

Il premier libico riconosciuto Fayez al Sarraj ha accusato il generale Khalifa Haftar di “tradimento” in un discorso televisivo sabato.

Le tensioni geopolitiche portano i prezzi del contratto WTI a viaggiare al massimo dal novembre del 2018, dunque in cinque mesi. Il contratto si è attestato a $63,48 al barile; al record dallo scorso novembre anche il Brent, a $70,76 al barile.