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Deboli i petroliferi e Alitalia, Autostrade in lieve rialzo

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Nel tardo pomeriggio dagli Stati Uniti è giunto un dato che ha mostrato una crescita delle scorte strategiche settimanali di petrolio. L’oro nero, dopo il dato e dopo i record storici a ridosso di 75 dollari toccati solo il giorno prima, ha ritracciato sui mercati internazionali delle materie prime. La cosa non poteva non riflettersi sui titoli del settore “oil”, che, sebbene fossero partiti di gran corsa, hanno terminato in deciso calo. Saipem ha dunque accusato una delle peggiori performance dell’S&P, con una flessione di quasi il 2%, mentre Eni ha perso l’1,14%. Sul Midex è invece riuscita a difendersi dalla lettera Erg (+0,56%), mentre Tenaris, dopo una partenza in positivo, è scivolata con vigore in area negativa terminando in discesa del 4,71%. La società attiva nella produzione di tubi di acciaio senza saldatura e nella fornitura di servizi di movimentazione, stoccaggio e commercializzazione di tubi destinati all’industria petrolifera e del gas ha riportato per i primi tre mesi del 206 un utile per azione a 0,36 dollari (+59%), con un utile netto di periodo pari a 441,7 milioni, +58% rispetto al primo trimestre 2005. Il titolo Tenaris in Borsa ha risentito del giudizio degli analisti di Merrill Lynch, che hanno comfermato il rating “neutral” ma hanno nel contempo sottolineato l’impatto della gestione non operativa “in grado di mascherare ricavi ed Ebitda al di sotto delle aspettative”. Sull’S&P Alitalia ha volato nuovamente a bassa quota (-2,69%), penalizzata dall’impennata dei prezzi del carburante. Inoltre, dopo la decisione dell’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, di escludere la compagnia di bandiera italiana dalle rotte per la Sardegna da e per Milano e Roma, pare che Alitalia stia trattando con Meridiana per il raggiungimento di un’intesa. Infatti, solo Air One e Meridiana sono state autorizzate a coprire i collegamenti con gli aeroporti di Olbia, Cagliari e Alghero. Giù anche le blue chip Parmalat, Ras, Luxottica, Intesa e ST Microelectronics. Debole Fiat, che ha ceduto lo 0,74% nel giorno della trimestrale, che ha mostrato un utile netto di gruppo pari a 151 milioni di euro, in miglioramento di 363 milioni di euro rispetto alla perdita per 212 milioni di euro riportata nel primo trimestre del 2005. In deciso rialzo invece sull’S&P soltanto Aem (+1,32%) e Italcementi, che ha preso circa due punti percentuali. Timido progresso dello 0,41% per Autostrade, nel giorno dopo che il consiglio di amministrazione ha revocato le deleghe all’amministratore delegato, Vito Gamberale, contrario alla fusione con gli spagnoli di Abertis. Sul Midex rosso intenso per Campari (-3,26%). Il titolo del gruppo del beverage produttore dell’omonima bevanda ha inciampato sull’abbassamento del rating a “underperform” da “in-line” operato dagli analisti di Goldman Sachs.