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Il Dax si allarga a 40 titoli, la proposta di Deutsche Boerse nell’ambito della riforma a seguito dello scandalo Wirecard

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Aumento delle società incluse nell’indice DAX a 40 da 30, introduzione di condizioni più severe per l’adesione e al contempo riduzione delle aziende facenti parte del SDAX (Small-Cap-DAX) da 60 a 50. Queste le proposte di riforma del DAX, il principale indice azionario in Germania che monitora la performance delle 30 società blue chip tedesche negoziate sulla Borsa di Francoforte, avanzate da Deutsche Boerse che gestisce il Dax, presentate agli investitori nel corso di una consultazione.
“Non è un segreto che io personalmente accoglierei con favore l’espansione del DAX 30 a un DAX 40”, ha detto l’amministratore delegato Theodor Weimer.

Allargandosi a 40 componenti il Dax si uniformerebbe al numero di testimonial presenti negli indici guida delle Borse della Francia (Cac 40) e dell’Italia (Ftse Mib) e poco solo la Spagna (Ibex 35).

Dallo scandalo Wirecard alla riforma del DAX

Obiettivo di Deutsche Boerse è inasprire le regole di corporate governance sulla scia dello scandalo Wirecard, la società fintech di servizi di pagamento finita in bancarotta, che non fa più parte dell’indice Dax da agosto scorso. Wirecard era entrata nel Dax nel 2018, quando sostituì la Commerzbank e a seguito di persistenti segnalazioni di irregolarità contabili, la società con sede ad Aschheim ha ammesso a giugno che mancavano 1,9 miliardi di euro di liquidità, facendo perdere quasi tutto il loro valore alle sue azioni. Considerando lo scandalo, Deutsche Boerse ha imposto una modifica alle regole per poter rimuovere in anticipo il titolo Wirecard e si è inoltre impegnata a una “revisione approfondita” delle regole del Dax.
Deutsche Borse ha così proposto di bandire le aziende dal DAX se non presentano i loro dati trimestrali in tempo. Inoltre, nella proposta si legge che per l’adesione al DAX occorre verificare la sussistenza di precisi requisiti. In primis, le aziende devono dimostrare la loro redditività quando sono incluse nell’indice DAX e devono rispettare l’obbligo di rendicontazione trimestrale per l’inclusione nell’indice DAX e di rendicontazione annuale con possibilità di sanzioni in caso di non conformità fino alla cancellazione dall’indice (uscita rapida).
Gli investitori hanno ora tempo fino al 4 novembre per esprimere la loro opinione sulla proposta e Deutsche Boerse ha dichiarato che pubblicherà i risultati della consultazione, così come ogni decisione sulle modifiche alle regole dell’indice, entro il 23 novembre prossimo.